Recensione “La filosofia di Zorba” di Francesca Capone

La filosofia di Zorba

– Francesca V. Capone –

“ A che pensi?» domandò in un sussurro.
La sua voce mi riportò sul pianeta.
«Tu sei due persone in una».
Mi guardò sorridendo.”

Formato: Copertina flessibile

Pagine: 390
Genere: Romance
Editore: You can print

Giudizio Sintetico


Quanto può, la paura, influenzare le nostre vite e le scelte quotidiane, decidere come e con chi sentirci liberi di essere noi stessi e abbassare le difese che, in qualche modo, riescono a tutelarci?

La filosofia del gatto Zorba è tanto semplice quanto difficile da applicare: “Smettila di avere paura e comincia a vivere le emozioni che ti scorrono dentro”.

Riusciremmo noi, lettori di questo romanzo, a spezzare le catene della paura in ogni ambito della nostra vita ed essere noi stessi? Potremmo rinunciare alle sensazioni dubbiose nei confronti di un amore che saprà farci soffrire,  per seguire l’istinto?

 

Valeria è una ragazza all’ultimo anno di liceo, dove il peso dello studio viene accentuato dalla severità della professoressa D’Arcangelo.

Sempre accompagnata e sostenuta dalle migliori amiche Amy e Marti, lotta costantemente con l’insicurezza e l’emotività che caratterizza la sua persona.

Proprio il lato emotivo scatena spesso un’aggressività ingiustificata, capace di irritare Massi e Marco, i popolari della scuola, alla fine di un intervallo davanti alla macchinetta del caffè.

Valeria è riservata e ama l’assenza di popolarità, non ama il centro dell’attenzione ma, suo malgrado, la sua vita si incrocia e scontra proprio con Marco e Massi.

Massi, figlio della professoressa D’Arcangelo, sicuro di sé e circondato dalle attenzioni delle ragazze, soprattutto quella di Delia, amica d’infanzia innamorata da sempre di lui, è l’opposto di Vale ma, come spesso il destino insegna, circostanze fortunate o programmate lo metteranno sempre più spesso sul cammino di Valeria.

I continui incontri e battibecchi, renderanno nota l’evidenza più semplice: tra Vale e Massi c’è una forte attrazione, ma potrà mai funzionare una storia con così poche speranze sulla carta e con due personalità così differenti?

Il professore di Valeria, Tom, proverà a “donare” all’alunna, i giusti strumenti per arrivare a comprendere e ascoltare il cuore  e non la paura, ma sulla strada difficile di questo amore ci sarà la costante ombra di Delia, un concorso letterario a cui parteciperanno Vale e Massi, le amicizie, le menzogne e un ragazzo che vorrà conquistare Vale a tutti i costi… .

 

Il romanzo di Francesca Capone è una storia romantica, capace di alternare introspezione ed euforia adolescenziale.

I protagonisti non entrano nel cuore del lettore contemporaneamente ma, elemento di grande interesse, si alternano le simpatie scatenando continui litigi e rimbalzi di responsabilità e indecisione.

La scrittura è semplice  ma fluida, la narrazione è veloce e il libro si legge facilmente e in poco tempo.

Molto ben equilibrata è la quantità di descrizioni e dialoghi all’interno del testo.

Una storia romantica che cattura, che disorienta l’empatia del lettore e che si conclude con un epilogo inaspettato.

Si vede quanto impegno e modifiche ha effettuato l’autrice durante i dieci anni di scrittura, donando un lato riflessivo e maturo ai pensieri di una ragazza che sembra essere razionale e riflessiva rispetto alle ragazze della sua età.

Un romanzo capace di sottolineare l’importanza della riflessione ma anche dell’istinto, della fondamentale vitalità legata all’eliminazione della paura, al prepotente peso che può avere il passato, alla grande destabilizzazione che nasce dai rimpianti e l’inestimabile valore dell’amicizia.

 

La filosofia di Zorba è un concetto semplice che tutti dovremmo fare nostro!


Francesca Valeria Capone è nata a Galatina (Lecce) il 19 febbraio del 1990, ha vissuto con i genitori a Lequile, un paesino in provincia di Lecce. Durante gli anni del liceo si dedica alla scrittura amatoriale sul sito internet EFP, riscuotendo consensi da migliaia di lettori. Nel 2009 si trasferisce a Roma per gli studi universitari. Comincia a collaborare con la Baburka Production, casa di produzione cinematografica indipendente. Nel 2013 inizia a lavorare con la Baburka a un ambizioso progetto che porterà alla nascita di “Dead Blood”, una saga Neo-gothic articolata in film, fumetti e romanzi. Vive a Roma con il compagno e il figlio.


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