Recensione “Nostalgia del Sangue” di Dario Correnti – Giunti Editore –

Nostalgia del sangue

–  Dario Correnti –

«Hanno per caso trovato degli spilli?» Besana frena bruscamente. Un idiota con un Suv l’ha appena superato da destra senza mettere la freccia. «Spilli? Non che io sappia» risponde. «Aveva la bocca piena di terra?» «Non mi risulta» risponde Besana. «Peccato» dice Piatti, «se no era proprio uguale. Persino la data: 8 dicembre.» «Uguale a cosa?» chiede Besana, incuriosito. «A un altro delitto» risponde, finalmente concisa, Piatti. «E quale?» «Un caso dell’Ottocento» sussurra lei.”

Formato: Copertina rigida

Pagine: 535
Genere: Thriller
Editore : Giunti

Giudizio Sintetico


In Italia, come nel resto del mondo, omicidi e brutalità sono all’ordine del giorno.

I serial killer, assassini che compiono omicidi con modus operandi caratteristico e con regolarità, privi spesso di movente e in maggioranza con problemi psichiatrici, sono finiti sotto i riflettori a metà degli anni 70, quando negli Stati Uniti circolavano nomi e storie agghiaccianti di omicidi seriali.

Diffuso il fenomeno, sono iniziate le ricerche che hanno permesso di rintracciare casi, anche nostrani, compiuti e accuratamente documentati, prima del 900.

Proprio dal primo serial killer italiano, Vincenzo Verzeni, che fece piombare la bergamasca nel terrore tra il 1870 e il 1874, prende spunto l’assassino che, ai giorno nostri, riempie le pagine di “Nostalgia del sangue”, un thriller e un libro completo tra corse giornalistiche, scene del crimine e atrocità passate che sembrano tornare nel presente… .

 

Vincenzo Verzeni, primo serial killer italiano, soprannominato “Il Vampiro di Bottanuco”, sembra essere tornato.

Un omicidio, con lo stesso modus operandi, è stato commesso negli stessi luoghi in cui, il vampiro, commise i due omicidi che lo portarono in carcere e alla storia.

Una coppia improbabile, ma coesa nel pensiero e nelle azioni, di giornalisti della cronaca nera, Marco Besana, giunto quasi al pensionamento e dal costante scontro con l’ex moglie, e Ilaria  Piatti, impacciata stagista dai modi e dagli abiti discutibili ma dalla fine intelligenza, si recano nella bergamasca per seguire gli sviluppi del caso.

Seguendo le indagini, collegando presente e passato, cercando indizi e documenti e cercando di sfondare la “riservatezza” del luogo, molto simile all’omertà, Besana e Piatti si troveranno ad indagare in prima persona, cercando collegamenti tra il caso Verzeni e quello presente, provando a capire la complessa macchina mentale umana e tentando di dissipare la nebbia dei silenzi che sembrano facilitare l’assassino.

Mestiere giornalistico che si fonde con indagine, sullo sfondo un paesaggio dimenticato, dove passato e presente si uniscono in un contesto rustico,  trattorie scricchiolanti, bar slot con sedie di plastica e villette a schiera con le imposte chiuse.

Una sfida al male, un pericolo e una tensione costante, un’indagine che profuma di classico ma con una grandissima nota moderna.

 

Non è semplice scrivere un parere nei confronti di questo libro senza rischiare di scrivere un ulteriore romanzo.

Nostalgia del sangue” è uno dei thriller più completi e curiosi mai letti, una fusione di nozioni reali mescolate alla trama di fantasia che danno razionalità e una base autentica a ciò che viene narrato.

La storia di Verzeni e degli studi di Cesare Lombroso, con l’antropologia criminale e il “gene” dell’omicidio, aprono il grande tema della criminologia moderna e dei cambiamenti nel modo di sviluppare le indagini e la ricerca dei colpevoli.

Una storia scritta a quattro mani pensata e sviluppata in modo magnetico e strutturalmente perfetto, capace di fare sospettare di tutti ma eliminando piano piano i sospetti per arrivare, insieme ai protagonisti, alla risoluzione del caso.

Gli autori (perché Dario Correnti è pseudonimo dietro al quale si nascondono quattro mani) sembra vogliano far partecipare il lettore all’indagine, involontaria e improvvisata dei giornalisti, e giungere parallelamente alla risoluzione del grande enigma.

Non solo trama e sviluppo d’indagine sono perfetti e presenti in maniera completa in questo scritto.

L’evoluzione nell’impiego del DNA, nella sempre più fondamentale opera del quadro psichiatrico e molto altro, costituiscono il fulcro della parte “teorica” e meravigliosamente interessante di questo romanzo.

Gli scambi con studiosi ed esperti durante le ricerche sono spunto di conoscenza semplice e interessante che catturano e invogliano il lettore a ricercare e conoscere maggiormente l’argomento.

Grandissimi temi, spunto di riflessione, come l’evoluzione giornalistica, con le dinamiche interne alle redazioni, le note spese truccate, le guerre per i pezzi e le difficoltà familiari che spesso ne derivano,  l’impatto dei social network e dei leoni da tastiera, le fake news e il complottismo, oppure esempi drammatici ma curiosi di casi nazionali e internazionali di serial killer e dell’evoluzione delle pene capitali e dello spettacolo che ne derivava (e quindi del discutibile “piacere” macabro della gente che assisteva  e dell’evoluzione televisiva di tutto questo).

Insomma, un libro di grande spessore (anche nel numero di pagine), capace però di coinvolgere il lettore tenendolo in apnea e con l’attenzione sempre al massimo,  con un grande flusso di informazioni reali di cui il lettore diventa “affamato” e dal quale prende spunto per ampliare la propria conoscenza.

Un’unione perfetta di realtà e immaginazione, costruita con grandi e bellissimi scambi tra i protagonisti, gli abitanti del luogo e gli studiosi che aiutano e scoperchiano le teorie.

Non c’è nulla in questo libro che non sia perfetto e degno dei più grandi elogi dagli amanti del genere.

Spero di rivedere Besana e Piatti alle prese con un nuovo caso e la curiosità, nei confronti di Dario Correnti, è alta e spero possa essere colmata da un nuovo romanzo.


Dario Correnti è uno pseudonimo. Anzi, un doppio pseudonimo, perché nasconde due autori. Ancora prima di uscire in Italia, “Nostalgia del sangue” è diventato un caso editoriale internazionale, in corso di traduzione in quindici paesi.


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