Recensione “L’eredità di Mrs Westaway” di Ruth Ware – Corbaccio

L’eredità di Mrs Westaway

– Ruth Ware–

 

Formato: Copertina rigida

Genere:  Thriller
Pagine: 368
Editore: Corbaccio

Giudizio sintetico


Harriet Westaway vive a Brighton in un piccolo appartamento. Sua madre, che l’ha cresciuta da sola, è morta in un incidente stradale poco prima del suo diciottesimo compleanno e Harriet, dopo aver abbandonato la scuola, ha perso i contatti con tutti gli amici. Un giorno riceve una lettera inaspettata dalla Cornovaglia: la nonna, morendo, le ha lasciato una cospicua eredità. Da una parte è una notizia fantastica, perché Harriet si trova in una pessima situazione finanziaria ed è indebitata con un usuraio, dall’altra è una notizia piuttosto strana, perché la sua vera nonna è morta più di vent’anni prima. Evidentemente si tratta di un caso di omonimia, che però Harriet decide di sfruttare a suo vantaggio utilizzando le sue capacità manipolatorie che le permettono di sopravvivere come cartomante, lo stesso lavoro che faceva sua madre. Se c’è una persona in grado di partecipare a un funerale reclamando un’eredità che non le spetta è proprio lei. Ma Harriet non sa quello che la attende e ignora che la sua decisione cambierà drasticamente la sua vita per sempre. Perché non potrà più tornare indietro, nemmeno quando si renderà conto di correre un rischio mortale.

 

Cosa fareste voi se un presunto errore vi facesse diventare eredi di un parente non vostro?

Hal, ragazza problematica emotivamente ed economicamente, viene contattata da un avvocato in quanto erede di un’anziana signora morta in Cornovaglia.

Date le difficoltà economiche che la vedono anche in serio pericolo, Hal decide di correre il pericolo e si mette in viaggio verso Trepassen House consapevole che, quella che sta per mettere in atto, è una vera e propria truffa.

Con un bagaglio di bugie e accompagnata solamente dai suoi tarocchi, Hal dovrà fare i conti con tre fratelli per nulla legati, una governante scontrosa e spaventosa e un’eredità pesante, ma soprattutto con una casa che sembra custodire terribili segreti.

In questo libro coesistono diversi fattori che ne fanno, da un lato un’occasione sprecata, e dall’altro una conferma di grandi doti narrative dell’autrice. 

Ruth Ware, che ho conosciuto grazie a “il gioco bugiardo”, riesce a creare una storia coinvolgente che ho letto tutta d’un fiato anche se, in alcuni punti, sembra quasi che voglia tirare troppo per le lunghe una trama che poteva essere racchiusa in un numero minore di pagine.

Ha sicuramente funzionato la cornice, la Cornovaglia fredda, piovosa e innevata che si incontra con una vecchia, enorme e sinistra villa.

Il personaggio che più ho apprezzato è la governante, decisamente imprevedibile è inquietante ma, per i restanti personaggi, nessuno spicca per personalità o mistero.

La grande assente di questo romanzo è la suspance, per tre quarti del romanzo viene raccontato una storia che non ha nulla di tachicardico, un intreccio tra passato e presente che sì, svela dettagli anche della vita della protagonista, ma non rende palpabile la tensione promessa dalla quarta di copertina.

Anche se nelle ultime 30 pagine avviene tutto ciò che si evince dalla sinossi, il resto del libro è abbastanza a cardiogramma piatto, una storia di segreti, cose non dette, egoismo, famiglie distrutte e una protagonista caratterizzata dell’assenza di personalità, un caso umano che diventa eroina coraggiosa solamente alla fine.

La cosa che più mi ha infastidita di questo romanzo è il fatto che l’autrice si auto spoilera e quindi il lettore è in grado di capire quali saranno gli avvenimenti delle pagine successive con largo anticipo.

Questo fattore fa perdere interesse nei confronti della storia e quindi si giunge alla fine senza particolari sorprese.

Non ci sono colpi di scena, non c’è una protagonista che crei un legame empatico con il lettore, c’è una casa che fa da sfondo ma non viene minimamente sfruttata, c’è una storia familiare che potrebbe arricchire in modo imprevedibile la trama ma non lo fa, ci sono dei coprotagonisti che potrebbero, attraverso dei dialoghi, rendere più complessa la vicenda ma non succede; secondo me l’unico punto a favore è l’alto tasso di coinvolgimento,  ma in tutto e per tutto questo romanzo è una grandissima occasione persa.


I romanzi di Ruth Ware, L’invitoLa donna della cabina numero 10 e Il gioco bugiardo, oltre all’Eredità di Mrs Westaway, pubblicati in Italia da Corbaccio, sono dei bestseller internazionali tradotti in più di quaranta lingue, e sono entrati nelle classifiche dei libri più venduti di tutto il mondo, fra cui quelle del Sunday Times e del New York Times. Ruth Ware vive nei dintorni di Brighton, in Inghilterra, con la famiglia.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *