Recensione “Il destino dell’orso” di Dario Correnti – Libri Mondadori –

Il destino dell’orso

– Dario Correnti –

 

Formato: Copertina rigida

Genere:  Thriller
Pagine: 401
Editore: Mondadori


Giudizio Sintetico


In una valle svizzera, un giorno di luglio, un industriale milanese viene sbranato vivo da un orso. Marco Besana, giornalista di nera con troppi anni di lavoro alle spalle e altrettanta disillusione addosso, è costretto controvoglia a occuparsi di quella strana morte. Sarebbe facile archiviare il caso come un incidente di montagna se Ilaria Piatti, giovanissima reporter, perennemente precaria, non fosse convinta di avere davanti un serial killer. Molto più feroce di qualunque animale.

Ilaria e Marco, accompagnati dal cane Beck’s, lasciano Milano e partono per l’Engadina. E lì scoprono una catena di morti orribili e misteriose, tutte apparentemente accidentali: un uomo caduto in un crepaccio, uno carbonizzato nel suo aereo privato, un altro mummificato in un bosco. La sequenza non può essere casuale.

Anche se la polizia locale non collabora e in redazione nessuno crede in loro, i due cronisti non si danno per vinti. Sono sicuri di avere di fronte un soggetto molto pericoloso, che uccide le sue vittime con armi non convenzionali, in modi originali e sofisticati. E sembra ispirarsi alla più famosa avvelenatrice seriale del Settecento, Giovanna Bonanno, conosciuta come la Vecchia dell’Aceto.

Il racconto trascina il lettore in un labirinto di false piste e colpi di scena, ai piedi di splendide montagne che, impassibili e sinistre, osservano dall’alto le mosse di un assassino diabolico, sfuggente.

Torna l’indimenticabile coppia di Nostalgia del sangue, caso editoriale internazionale, in un thriller altrettanto sorprendente e serrato, un meccanismo a orologeria reso ancora più perfetto dal talento di Dario Correnti nel costruire personaggi densi, pieni di chiaroscuri, debolezze e coraggio. Personaggi destinati a rimanere nel cuore di tutti noi.

Torna la coppia giornalistica improbabile ma meglio assortita del noir italiano.

Marco Besana e Ilaria “Piattola” Piatti viaggeranno tra Milano e l’Engadina sulle orme di un orso da difendere: sembra infatti che l’animale abbia ucciso brutalmente un uomo ma, i dettagli tossicologici, sembrano evidenziare dell’altro.

Dietro ad una catena di misteriose morti sembra proprio ci sia la mano dell’uomo, un serial killer che uccide con un metodo originale e sofisticato, utilizzando veleni, così come faceva nel Settecento la sicula Giovanna Bonanno, la Vecchia dell’Aceto.

Polizia assente e un genetico richiamo a voler indagare a fondo, porteranno i due giornalisti di cronaca nera a osservare, studiare e unire i puntini che andranno a formare un inquietante disegno.

 

Non vedevo l’ora di leggere il nuovo romanzo di Dario Correnti, nome tanto enigmatico quanto le fitte trame create: dietro a questo nome infatti si nascondono le quattro mani di due misteriosi autori. (Azzardo: giornalisti di cui almeno una donna)

Con un nuovo editore, Mondadori, Besana e Piatti tornano ad affascinare e coinvolgere con una capacità che pochi hanno in questo genere, soprattutto perché, ad indagare, sono due giornalisti di nera e non poliziotti o casalinghe disperate: capitolo brevi, numerosi dialoghi e intelligenti curiosità che amplificano e arricchiscono la storia.

Proprio la corrente giornalistica che segue questa trama è la ciliegina sulla torta di questa storia perfetta poiché, a natura e leggi svizzere, oltre che ad un “modus operandi” davvero unico, si affianca la storia del giornalismo italiano che viene narrata sapientemente dall’ormai pensionato Besana.

Il giornalismo “vecchio stampo” incontra la crisi economica e la precarietà delle figure che si affacciano sulla professione di cui fa parte Piatti, unite però dalla voglia di scoprire, indagare e risolvere.

La trama di “Il destino dell’orso” è perfetta, imprevedibile e coerente con indizi e dettagli che, un occhio attento, può notare de unire, completata dal risvolto personale dei protagonisti.

Ho apprezzato molto questo nuovo romanzo di Correnti e spero di poterne leggere presto un altro!


Dario Correnti è uno pseudonimo. Anzi, un doppio pseudonimo, perché nasconde due autori. Il suo primo romanzo, Nostalgia del sangue, è stato uno dei thriller più apprezzati del 2018. Tradotto in quindici Paesi, è diventato un caso editoriale internazionale e presto diventerà una serie TV.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *