Recensione “La principessa che aveva fame d’Amore” di Maria Chiara Gritti – Sperling e Kupfer –

La principessa che aveva fame d’amore

– Maria Chiara Gritti –

I pensieri della ragazza si facevano ogni momento più cupi e lei continuava a colpevolizzarsi: “Forse è colpa mia se Giorgio e Umberto hanno smesso di creare il Pane dell’Amore per me, io non sono stata abbastanza amabile e li ho costretti ad alterare gli ingredienti dell’impasto.

Formato: Copertina rigida

Pagine: 205
Genere: Romanzo/Favola

Giudizio Sintetico


Non è mai troppo tardi per lasciarsi trasportare dalla fantasia, dalla magia che una favola può scatenare nel nostro inconscio, dal messaggio contenuto tra i colori e la profondità dei fatti narrati, dal magico incontro tra la nostra vita e quella di un personaggio immaginario.

“La principessa che aveva fame d’amore” è una favola per tutti, un inno all’amore, prima per se stesse e poi per gli altri, un invito, un consiglio, un rifugio per i pensieri e un grande invito alla libertà, al coraggio e alla determinazione.

 

Una leggenda narra il segreto della crescita, l’esistenza e l’importanza dei “pani” che permettono di dare corposità, indirizzo e sostanza ai bambini di oggi e quindi agli adulti di domani.

Pane come nutrimento fisico e dell’anima, dove gli ingredienti vanno trovati in se stessi e condivisi con chi ci circonda.

I genitori hanno il compito di selezionare e donare, con impegno e costanza, gli ingredienti e le indicazioni per creare i Pani necessari ad una crescita adeguata in ogni campo e aspetto della vita.

Esiste il pane del gioco, della gratitudine, della pazienza, del coraggio ecc.

Esiste anche il Pane dell’Amore, il più importante di tutti, ma anche il più difficile da creare poiché gli ingredienti si trovano nella parte più profonda del cuore.

Arabella, protagonista di questa favola, viene cresciuta dai genitori in modo poco attento e distante, nutrendo il rapporto solamente con  sforzo, rinuncia e privazione.

Accontentandosi e annullandosi per compiacere i genitori, Arabella crea inconsapevolmente un Vuoto dentro se stessa, capace di annullare la voce di quella Bussola che riusciva a darle consigli e indicazioni.

Inconscio e negatività che prendono vita e cercano di condizionare Arabella, bene e male che si scontrano ancora una volta nell’interiorità del pensiero.

Il Vuoto le consiglia di scappare, fuggire per cercare quel Pane dell’Amore necessario a sfamarlo, a farlo tacere e a ridare vigore e senso alla vita di Arabella.

Arabella fugge e inizierà un percorso avventuroso, tortuoso e difficile, dove la felicità sembra a portata di mano, lo sbaglio facile e la soddisfazione inavvicinabile… .

Una principessa che ha fame d’amore destinata a divenire Regina di se stessa e del suo cuore!

 

La favola di Maria Chiara Gritti è un libro da leggere prima di tutto con il cuore, con la consapevolezza che la storia narrata desidera parlare ad ognuna di noi, capace di emozionare e toccare le corde più profonde di chi decide di abbandonarsi a queste pagine.

La fantasia è sicuramente la nota più colorata di questa storia ma, al contrario delle favole classiche dove la morale è l’unico fine, questo romanzo contiene e abbraccia in ogni parte descritta, profonde analisi dell’amore e di tutte le maschere che possono rappresentarlo.

La Love Addiction è un tema importante, una dipendenza amorosa che priva la donna di libertà, un innesco che impedisce di vedere le problematiche di coppia, i comportamenti del partner e le conseguenze che crea.

Una vera e propria malattia che ci viene presentata e descritta attraverso una favola: i colori del mondo incantato e la durezza della realtà.

Un’unione innovativa per aprire alle donne (ma anche agli uomini) un tema delicato ma attuale, bisognoso di essere condiviso e conosciuto.

Una sorta di “Mal d’amore” che pochi conoscono e che ci viene descritto parafrasando, descrivendo e collegando le varie fasi dell’amore, degli incontri, delle sensazioni, della sazietà momentanea, del colpevolizzarsi, dell’annullarsi  e di tanti altri esempi che si trovano affrontando la lettura.

L’idea che la Dott.ssa Maria Chiara Gritti, psicologa e psicoterapeuta che da anni aiuta gruppi in terapia per Love Addiction, ha avuto con questa favola, può toccare e aiutare chiunque,  anche uomini.

Si percepisce l’impegno e la dedizione che l’autrice investe in queste pagine, il tatto e l’esperienza di chi aiuta le persone. attraverso un percorso di guarigione innovativo, desideroso di essere affrontato da tutti ma con grande serietà e concretezza.

Leggendo queste magnifiche pagine ci si trova ad analizzare se stessi e il proprio rapporto con l’amore, con il sentimento ma anche con le azioni, con l’accondiscendenza, i bisogni, le rinunce e tanto altro.

La bellezza estetica di questo romanzo si unisce alla profondità del contenuto, creato ed elaborato in modo fresco e colorato per poter essere affrontato da chiunque.

Indispensabile per proporre a noi stessi una piccola analisi sull’amore, ottimo spunto di conoscenza della Love Addiction, approccio maturo alle favole, che insegnano anche senza morale, amore per se stessi e per la libertà.

Un libro da avere, da regalare e da apprezzare in ogni nota e sfumatura.


MARIA CHIARA GRITTI

Maria Chiara Gritti, psicologa e psicoterapeuta a Bergamo, esperta nel trattamento della dipendenza affettiva, da anni conduce gruppi terapeutici sulla love addiction. Ideatrice di un percorso di guarigione innovativo sulla dipendenza amorosa, tiene corsi di formazione rivolti a psicologi per diffondere l’applicazione del suo metodo di intervento.

www.psicologobergamo.com

www.dipendiamo.blog

 


2 commenti su “Recensione “La principessa che aveva fame d’Amore” di Maria Chiara Gritti – Sperling e Kupfer –

  1. hai fatto una recensione bellissima e l’avrei voluta scrivere io. Mi mancano i mezzi e il coraggio di affrontare l’emozione di rileggerlo una seconda volta.

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