
Nel 1931, il governo fascista impose ai professori universitari un giuramento di fedeltà al regime, vincolandoli non solo all’obbedienza, ma anche alla trasmissione dell’ideologia fascista alle nuove generazioni. Su circa milleduecento docenti, solo pochissimi ebbero il coraggio di rifiutare e, tra questi, troviamo il chimico Giorgio Errera.
È proprio a partire da questa figura reale, che già di per sé meriterebbe un romanzo, che prende forma La firma del chimico di Giacomo Pinelli, uno scritto che affonda le radici nella Storia per interrogare, in realtà, qualcosa di profondamente attuale, ovvero la responsabilità individuale.
Attraverso Giorgio Errera entriamo infatti nella vita di Rodolfo Maggi, giovane reduce della Prima guerra mondiale che torna a Pavia con un obiettivo semplice solo in apparenza, quello di riprendere gli studi e lasciarsi alle spalle il trauma della guerra.
Giorgio Errera non è solo un professore per Rodolfo, ma una vera guida morale, infatti il suo rifiuto di piegarsi al regime diventa un esempio concreto, una presenza silenziosa ma decisiva che accompagna il protagonista lungo tutta la sua evoluzione personale.
Accanto a Rodolfo si muove una famiglia che cerca anch’essa di ritrovare un proprio equilibrio, tra cui la moglie Margherita, concreta e determinata, e la madre Florence, ancora segnata da una perdita che continua a pesare sul presente.
Ma è in realtà l’arrivo di Ada, cognata ribelle e carismatica, a rompere definitivamente questo fragile equilibrio, infatti, quando torna dalla clandestinità, Ada porta con sé una richiesta che non lascia spazio a nessun dilemma, vuole giustizia, e chiede a Rodolfo di aiutarla.
Da quel momento, la vita del protagonista cambia direzione perché non può più limitarsi a osservare e non può più fingere che ciò che accade fuori non lo riguardi, perché gli viene chiesto di intervenire…
Uno degli aspetti più interessanti, e forse anche più spiazzanti, di questo libro è proprio la sua difficoltà a essere incasellato in un genere specifico, in quando è sì un romanzo storico, perché si inserisce in un contesto preciso e reale, ma allo stesso tempo potremmo definirlo anche un romanzo di formazione, per il percorso interiore di Rodolfo ma anche un romanzo etico, per il vero centro della narrazione che è il conflitto morale dei protagonisti.
Giacomo Pinelli costruisce una narrazione fortemente incentrata sui personaggi, sulle loro contraddizioni e sulle tensioni interiori che li attraversano e lo fa dosando una scrittura misurata che lascia spazio a dialoghi intensi, riflessioni morali e relazioni umane complicate.
La chimica, che potrebbe far pensare a un elemento tecnico o scientifico, assume qui un valore fortemente simbolico perché diventa metafora di trasformazione, di reazione e di cambiamento interiore, proprio come accade a Rodolfo quando si trova costretto a scegliere da che parte stare.
Mi ha colpito molto che, nonostante sia un romanzo di narrativa storica, durante la lettura ho avvertito una tensione costante, sottile, che nasce penso dal peso delle decisioni e dal contesto in cui vengono prese, in un clima di grande incertezza personale e collettiva.
Quindi è ancor più significativo il modo in cui viene costruito il senso di responsabilità, non come qualcosa di astratto, ma come una pressione concreta, quotidiana, inevitabile, poiché Rodolfo si trova progressivamente spinto fuori dalla sua zona di comfort e costretto a guardare in faccia una realtà che preferirebbe ignorare, rendendo questo dilemma un qualcosa di profondamente attuale.
Consiglio La firma del chimico a chi ama i romanzi storici radicati nella realtà, le storie che mettono al centro dilemmi morali e personaggi complessi senza bisogno di continua azione.
La firma del chimico è quindi un romanzo che lavora in profondità, e non solo racconta una storia, ma lascia una domanda a tutti noi su cui riflettere: quanto siamo davvero disposti a rischiare per ciò che riteniamo giusto?
Giacomo Pinelli scrive romanzi e testi teatrali. Due suoi titoli, Breve nevicata notturna e Occhi tra le foglie, sono presenti alla New York Public Library e alla Yale University come esempi di letteratura italiana.
Titolo: La firma del chimico
Autore: Giacomo Pinelli
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 288
Editore: Derive Approdi
