
Slice of sun di Manuela Norandini è un romanzo introspettivo e delicato, che racconta una storia di crescita segnata dall’assenza, dai silenzi familiari e dalla ricerca di un’origine emotiva prima ancora che anagrafica. Il protagonista è Isaac, un bambino che viene lasciato dalla madre nella casa del nonno Osvald, in un momento che segna una frattura profonda e definitiva e da qui il romanzo si sviluppa seguendo il suo percorso di formazione e di vita, fatto di attese, domande irrisolte e legami complessi, attraversando il tempo e le relazioni che contribuiscono a definirlo. Come? Grazie a ciò che resta, ma anche grazie alle mancanze e soprattutto ai nuovi incontri che ne modellano l’identità in un percorso che, tra luci, ombre, arte e futuro ne definisce poi il riscatto e la rinascita .
Il romanzo è ambientato in luoghi sospesi, spesso avvolti da una natura silenziosa e quasi contemplativa, e ho davvero apprezzato che diventa parte integrante della storia con il mare, la luce, gli spazi abitati e quelli interiori che dialogano continuamente, anch con l’arte, che per il protagonista rappresenta un modo per osservare il mondo e per resistere all’assenza.
La scrittura di Manuela Norandini è misurata, essenziale, molto attenta al ritmo emotivo del racconto che si avverte anche in quei passaggi che sembrano quasi metaforici infatti, ogni passaggio sembra lavorato per sottrazione nel senso che le parole non spiegano mai troppo ma lasciano spazio al non detto, affidandosi a immagini, atmosfere e sensazioni che accompagnano il lettore come guidandolo. È una prosa la sua, che chiede attenzione e disponibilità, perché non cerca di essere accomodante, ma coerente con il mondo interiore che racconta e ciò che ne risulta è un romanzo intimo, a tratti malinconico, che riesce a parlare di temi universali come l’abbandono, il perdono e il bisogno di appartenenza senza mai cadere nel sentimentalismo, con un finale però che sa di riscatto, di completezza di quel quadro che aspettava di mostrare la luce in quel pezzetto di sole, parziale, imperfetto ma unico.
Nel complesso, Slice of sun è una lettura che colpisce per la sua coerenza stilistica e per la profondità emotiva, è un libro che consiglierei a lettori che amano la narrativa introspettiva, i romanzi di formazione e le storie che mettono al centro i legami familiari e le ferite invisibili, attraverso una storia che si completa lentamente ribaltando la malinconia verso un cammino sempre più intriso di luce.
Manuela Norandini è nata nel novembre 1986 a San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi. Ha studiato Lettere e Filosofia all’Università di Bari e da anni si dedica alla scrittura narrativa. Nel corso del tempo ha pubblicato romanzi e racconti, mostrando fin dagli esordi un’attenzione particolare per l’interiorità dei personaggi e per i legami familiari, spesso raccontati attraverso una scrittura intima e riflessiva.
Ha esordito nel 2011 con L’eco del destino, seguito da Distanze impercettibili (2014) e Adelaide è morta sola (2015). Tra le sue opere più recenti figurano Nel respiro dell’altro (2021), Il colore del tabacco (2023) e Slice of sun, pubblicato da Robin Edizioni, un romanzo che conferma il suo interesse per i temi dell’identità, della crescita e delle assenze emotive.
Titolo: Slice of sun
Autore: Manuela Norandini
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 221
Editore: Robinson
