
Già dal sottotitolo di Pleonastic Lovers di Olimpia Derès , Storie di uomini prêt-à-porter, si capisce che qui l’amore non verrà raccontato attraverso grandi dichiarazioni o immagini zuccherose ma attraverso parole che fanno diventare gli uomini quasi modelli da catalogo, dove ognuno ha le proprie caratteristiche, le proprie assurdità, i propri difetti e, soprattutto, il proprio modo di entrare e uscire dalla vita di qualcun altro.
In queste poesie infatti ci sono appuntamenti, desideri, incomprensioni, relazioni complicate, uomini pieni di sé, uomini sfuggenti, uomini osservati con ironia e altri con una dose molto meno leggera di disincanto,
ma soprattutto c’è una donna che guarda tutto questo e prova a mettere ordine nel caos sentimentale attraverso le parole.
Ed ecco che emerge ciò che ho maggiormente amato, è l’ironia. L’autrice non sembra avere alcuna intenzione di costruire una poesia solenne o di trasformare ogni delusione amorosa in una tragedia ma prende, al contrario, alcune situazioni molto comuni e le porta all’estremo, giocando con il linguaggio e con immagini decisamente poco convenzionali.
Si passa così dalle «domande scomode» alle bugie raccontate per non ferire, dai corteggiamenti improbabili alle relazioni che sembrano non avere una vera direzione. In Subdolando, per esempio, il linguaggio contemporaneo e quasi colloquiale si mescola a immagini surreali, mentre in Tu che trami senza una trama la relazione diventa una serie di fili che si intrecciano, si spezzano, si riannodano e finiscono per diventare «tessuti d’angoscia».
Dietro la leggerezza quindi c’è una riflessione tutt’altro che superficiale sui rapporti umani, perché uomini raccontati da Olimpia Derès possono essere buffi, irritanti, vanitosi, sfuggenti, persino grotteschi, ma non sono mai solo caricature ma pezzi di esperienza, sono incontri che lasciano qualcosa, anche quando quel qualcosa è soltanto la consapevolezza di aver perso tempo.
Mi ha colpito anche il continuo gioco tra registro alto e linguaggio quotidiano con la poesia che non viene trattata come qualcosa che debba necessariamente essere elegante, rarefatto o difficile da comprendere ma che utilizza espressioni contemporanee, riferimenti pop, situazioni quotidiane e persino termini che sembrerebbero appartenere più alla conversazione che alla poesia.
Pleonastic Lovers è, in fondo, un libro sulle relazioni ma anche sulla capacità di riderci sopra e su quel momento in cui ci si rende conto che alcune persone sono state importanti. altre semplicemente ingombranti e altre ancora soltanto temporanee.
E il titolo diventa allora particolarmente azzeccato: i «pleonastic lovers» sono amanti forse ridondanti, eccessivi, superflui, persone che aggiungono qualcosa che non serviva, oppure che occupano uno spazio che sembrava necessario e che invece, alla fine, scopriamo di poter tranquillamente lasciare vuoto.
Proprio questa varietà contribuisce a restituire l’impressione di un catalogo sentimentale volutamente disordinato, fatto di uomini diversi, situazioni diverse e modi diversi di amare, desiderare, sbagliare e ricominciare.
Un piccolo libro, appena sessanta pagine, che non pretende di dare lezioni sull’amore e che proprio per questo riesce a parlarne con una certa sincerità.
Perché a volte, dopo aver incontrato l’ennesimo uomo «prêt-à-porter», la cosa migliore che possiamo fare non è innamorarci… ma scriverci sopra una poesia.
Titolo:Pleonastic Lovers
Autore: Olimpia Derès
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 60
Editore: Self
