
Un incidente, una donna morta e un orologio fermo sulle 7:45, tre dettagli che, presi singolarmente, potrebbero non significare nulla; quando però a notarli è Mimì Gagliardi, giornalista di cronaca abituato a guardare oltre quello che gli viene raccontato, diventano l’inizio di una storia molto più complessa.
Da qui prende il via Sette e Quarantacinque di Giuseppe Tecce, un noir ambientato in Irpinia che mescola indagine, segreti e atmosfere di provincia, mettendo al centro della vicenda un protagonista imperfetto e decisamente lontano dal classico investigatore.
Mimì Gagliardi ha cinquantatré anni e alle spalle una carriera da giornalista a Milano, esperienza che lo ha profondamente segnato, facendogli decidere di tornare a Gesualdo, il paese in cui è nato, e ricominciare lavorando per La Voce dell’Irpinia. Il ritorno a casa però, non significa necessariamente lasciarsi il passato alle spalle, infatti Mimì porta con sé ferite, ricordi e un trauma che continua a riaffiorare, mentre il suo carattere burbero e le sue numerose imperfezioni lo rendono un personaggio tutt’altro che facile da inquadrare.
La sua attenzione viene catturata dalla morte di Monia Fetto, una donna ritrovata senza vita dopo quello che sembra essere un incidente stradale. In apparenza infatti, potrebbe trattarsi di una tragica fatalità, ma alcuni particolari non convincono Mimì.
Il corpo della donna presenta elementi che non sembrano compatibili con la dinamica dell’incidente e, soprattutto, c’è quell’orologio fermo sulle 7:45, elementi sufficiente per iniziare a fare domande.
Scavando nella vita della vittima, il giornalista si trova davanti a una rete di rapporti, segreti e legami che qualcuno avrebbe preferito non venissero alla luce e quindi quello che sembrava un semplice incidente comincia a trasformarsi in qualcosa di molto più oscuro spingendo Mimì e la sua curiosità e il suo istinto da cronista, ad avvicinarsi sempre di più a una verità che potrebbe costargli cara.
Più che un semplice giallo, Sette e Quarantacinque è un noir che costruisce la propria forza soprattutto sull’atmosfera e sui personaggi, in primis Mimì Gagliardi che non è il protagonista perfetto, brillante e sempre un passo avanti agli altri ma anzi è scorbutico, disordinato, pieno di difetti e con parecchi fantasmi personali da affrontare. Proprio questo lo rende credibile, un uomo che sta cercando di rimettere insieme i pezzi della propria vita, ma che non riesce a ignorare una storia quando sente che qualcosa non torna.
La sua ostinazione è allo stesso tempo un pregio e un difetto, Mimì sa che sarebbe più semplice lasciar perdere, ma per lui fare il giornalista significa soprattutto cercare la verità, anche quando farlo diventa scomodo o pericoloso.
Bello anche il ruolo dell’Irpinia, con Gesualdo e gli altri luoghi in cui si svolge la vicenda che contribuiscono a creare l’atmosfera del romanzo diventando parte integrante della storia.
È interessante il contrasto tra la bellezza e la quiete del territorio e il lato più oscuro delle vicende raccontate perché in questo romanzo la provincia non è il luogo idilliaco in cui tornare per lasciarsi alle spalle i problemi perché anche qui il passato pesa, le persone hanno qualcosa da nascondere e dietro una facciata rispettabile può nascondersi molto più di quanto si immagini.
Anche il dialetto irpino, presente in diversi dialoghi, contribuisce a rendere più autentico il contesto e a dare una precisa identità al romanzo.
Sette e Quarantacinque procede soprattutto attraverso l’indagine di Mimì, la scoperta graduale dei personaggi e la ricostruzione di ciò che è realmente accaduto a Monia. Il mistero dell’orologio rappresenta il filo che accompagna la vicenda e porta il protagonista a scavare sempre più a fondo, infatti la morte di Monia è soltanto il punto di partenza. Man mano che Mimì cerca risposte, il romanzo diventa anche una storia di persone, di passato e di segreti che nella provincia sembrano impossibili da nascondere e allo stesso tempo difficilissimi da portare alla luce.
La scrittura di Giuseppe Tecce è diretta e riesce a mantenere un buon equilibrio tra la parte investigativa e quella più legata alla costruzione del protagonista. Non tutto ruota esclusivamente attorno alla domanda “chi ha ucciso Monia?”, perché grande spazio viene dato anche a Mimì, al suo passato e al suo modo di guardare le persone e il mondo che lo circonda.
Sette e Quarantacinque è inoltre il primo romanzo di una trilogia dedicata a Mimì Gagliardi, e questa scelta si percepisce nella volontà di costruire un protagonista e un universo narrativo destinati a proseguire oltre questa prima storia.
Mistero, ambientazione e caratterizzazione dei personaggi con Mimì che è sicuramente il motore della storia, e con l’Irpinia che ha un ruolo importante e contribuisce a dare al libro una sua personalità precisa.
Se amate i gialli italiani ambientati in provincia, le storie in cui il territorio ha un ruolo importante e i protagonisti non sono necessariamente degli investigatori professionisti, Sette e Quarantacinque potrebbe essere una lettura interessante, un noir che sceglie di prendersi il tempo necessario per costruire il suo mondo e soprattutto il suo protagonista, lasciando la sensazione che la storia di Mimì Gagliardi sia appena cominciata.
Giuseppe Tecce è nato a Benevento nel 1972; si è laureato in Giurisprudenza, abilitato alla professione di Agente in Attività Finanziaria, e si occupa da molti anni di cooperazione sociale, sia a livello nazionale che internazionale. Attualmente è Presidente della cooperativa sociale Medina, è coordinatore di una Struttura Tutelare per persone non autosufficienti, ed è coordinatore dei soci di Banca Etica per il Sannio, Irpinia e Molise. È autore di diversi libri: L’agente della Terra di Mezzo; Storia di un Presidente che si credeva un topo, Il Portiere e Ljuba senza scarpe. Nel 2023 pubblica, con Graus Edizioni, Tramonti occidentali e, nel 2024, il successo di cui è coautore: L’inaffondabile. A marzo del 2025 pubblica A mezz’ora da tutto e a maggio dello stesso anno Racconti dall’Irpinia.
Titolo: Sette e Quarantacinque
Autore: Giuseppe Tecce
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 232
Editore: Graus Edizioni
