
Erano anni che non leggevo un libro di Glenn Cooper e ora che ho terminato La porta dei destini mi ritrovo a chiedermi: perché ho lasciato passare così tanto tempo?
Glenn Cooper è stato uno di quegli autori che, anni fa, mi hanno fatto scoprire cosa significhi leggere un romanzo in modo quasi compulsivo, con quella sensazione di essere completamente risucchiati tra le pagine, incapaci di fermarsi finché non si arriva all’ultima riga, ed è proprio questo, secondo me, il suo più grande talento, la capacità di costruire storie talmente magnetiche da non lasciare al lettore alcuna possibilità di emergere, almeno fino alla fine.
Nei suoi romanzi il thriller incontra la Storia, intrecciandosi con elementi che definirei più irrazionali che soprannaturali, dando vita a trame in cui l’impossibile finisce per diventare incredibilmente affascinante.
Questa volta Cooper ci conduce nell’antica civiltà assira, per poi riportarci nella Londra contemporanea; da una parte un guaritore assiro, dall’altra una studiosa londinese e, a unirli, un viaggio attraverso il tempo, la ricerca di una cura e una serie di scelte le cui conseguenze sono tutte da scoprire.
Ecco, se mi avessero detto che mi sarei appassionata così tanto a una storia incentrata sui viaggi nel tempo, probabilmente avrei storto il naso perché è uno di quegli espedienti narrativi che ho sempre trovato difficili da accettare, forse perché troppo assurdi per i miei gusti, eppure Glenn Cooper riesce a rendere intrigante anche ciò che, sulla carta, non avrei mai pensato potesse conquistarmi.
Ci aggiunge un pizzico di magia nera, il fascino delle civiltà antiche, il mistero di ciò che ancora non conosciamo e soprattutto quella curiosità incessante di scoprire non soltanto come andrà a finire, ma anche quali conseguenze potranno avere le scelte dei protagonisti.
Il tutto è sostenuto da una scrittura e da una costruzione narrativa che conoscevo bene, ma di cui avevo quasi dimenticato la forza, perché Glenn Cooper sa esattamente quando svelare qualcosa, quando insinuare un dubbio e quando spingerti a voltare un’altra pagina, poi un’altra ancora, fino a quando il libro è finito senza accorgertene.
Ho letto La porta dei destini in due giorni, due giorni in cui ho ritrovato tutte le ragioni per cui, tanti anni fa, mi ero innamorata delle storie di questo autore e Glenn Cooper, per me, rimane quindi una certezza, un amore letterario di lunga data che avevo inspiegabilmente messo da parte e che finalmente ho deciso di riscoprire.
Glenn Cooper uno straordinario caso di self-made man. Dopo essersi laureato con il massimo dei voti in Archeologia a Harvard, ha scelto di conseguire un dottorato in Medicina. Oggi è presidente e amministratore delegato della più importante industria di biotecnologie del Massachusetts ma, a dimostrazione della sua versatilità, è anche sceneggiatore e produttore cinematografico.
La biblioteca dei morti è il suo primo romanzo; è stato venduto in 22 Paesi e salutato dal Bookseller come «il debutto più atteso del 2009». La quadrilogia della Biblioteca dei Morti prosegue con Il libro delle anime (2010), Il tempo della verità (Nord 2012) e I custodi della biblioteca (2012).
Dannati, primo capitolo di La trilogia dei Dannati, esce nel 2014, seguito da La Porta delle Tenebre (2015) e L’invasione delle Tenebre (2015).
La serie con protagonista Cal Donovan si compone di Il segno della croce (2016), Il debito (2017), I figli di Dio (Nord 2018), Il sigillo del cielo, La quarta profezia (2022), La verità di Maria (2023).
Altri romanzi indipendenti sono La mappa del destino (2011), Il marchio del diavolo (2011), L’ultimo giorno (2012), Il calice della vita (2013), Il sigillo del cielo (2019), Clean. Tabula rasa (2020) Il tempo del diavolo (2021) Un nuovo papa (2022).
Titolo: La porta dei destini
Autore: Glenn Cooper
Formato: Copertina rigida
Pagine: 384
Editore: Nord
