
La storia di Tom e Ben comincia a Londra, sotto una pioggia battente, e finisce dietro le mura del carcere di Wandsworth; in mezzo ci sono dipendenza, solitudine, violenza e un passato che continua a presentare il conto.
Tom e Ben vivono ai margini della società, portandosi addosso ferite che non sono soltanto fisiche, sono due ragazzi che hanno conosciuto molto presto la parte più difficile dell’esistenza e che sembrano ormai abituati a sopravvivere.
Un tentativo di rapina finito male li porta all’arresto e a una condanna a cinque anni di carcere, portando la loro situazione a precipitare definitivamente.
Wandsworth non è soltanto il luogo in cui devono scontare la loro pena perché è un mondo chiuso, regolato dalla violenza e dalla sopraffazione, dove anche chi dovrebbe garantire sicurezza e giustizia può trasformarsi in parte del problema e qui Tom e Ben diventano vittime di abusi e violenze ritrovandosi intrappolati in un sistema nel quale sembra non esserci nessuno disposto ad ascoltarli.
L’autrice non cerca di alleggerire questa parte della storia, infatti la violenza è raccontata in maniera cruda e il lettore viene immerso in un’atmosfera volutamente soffocante, perché la vicenda viene descritta come estremamente dura, ma allo stesso tempo capace di lasciare spazio alla speranza.
Eppure Flowers in the Storm non è soltanto una storia sulla violenza carceraria.
Al centro del romanzo c’è soprattutto il rapporto tra Tom e Ben, con il loro legame che nasce in circostanze difficilissime e diventa progressivamente qualcosa di molto più profondo della semplice amicizia. Quando tutto intorno a loro sembra volerli distruggere, rimane la possibilità di avere qualcuno dalla propria parte, una sorta di famiglia scelta, costruita non attraverso il sangue ma attraverso la presenza, la fiducia e la capacità di non abbandonarsi.
A questa storia si affianca quella di Ancoll, la nuova direttrice del carcere, con il suo arrivo che cambia gli equilibri e introduce una componente più propriamente investigativa in quanto Ancoll comprende che ciò che sta accadendo dentro Wandsworth non può essere liquidato come una serie di episodi isolati e decide di andare più a fondo.
La violenza che coinvolge Tom e Ben sembra infatti essere soltanto la superficie di qualcosa di molto più grande. Dietro le mura del carcere si muovono interessi criminali e una rete di corruzione che sembra estendersi ben oltre la prigione e da questo momento, il romanzo assume una dimensione diversa e alla storia dei due protagonisti si aggiunge la ricerca della verità.
Ho trovato interessante proprio questo equilibrio tra dramma umano e componente crime. Flowers in the Storm non racconta solo la sofferenza dei suoi protagonisti, ma prova a mostrare anche il meccanismo che permette a quella sofferenza di continuare.
La responsabilità non è quindi soltanto individuale ma c’è un sistema che permette alla violenza di prosperare e che rende ancora più difficile per le vittime riuscire a farsi ascoltare.
Allo stesso tempo, però, il romanzo non rimane intrappolato nella sua parte più oscura poiché accanto alla brutalità trovano spazio la solidarietà, l’affetto e la possibilità di ricominciare, un contrasto che rende la storia capace di essere contemporaneamente “harrowing” e “hopeful”, dolorosa ma anche attraversata dalla speranza.
Anche il titolo acquista così un significato particolare. La tempesta rappresenta tutto ciò che travolge i protagonisti con il passato, la dipendenza, la violenza, il carcere, la solitudine. I fiori sono invece ciò che riesce a sopravvivere nonostante tutto, un legame, una possibilità, un gesto di solidarietà, la voglia di tornare a sentirsi persone.
Flowers in the Storm è quindi un romanzo che affronta temi difficili e molto delicati, e proprio per questo non è una lettura leggera. È una storia che parla di abuso, dipendenza e corruzione, ma che sceglie di non fermarsi alla sofferenza. Al centro rimane la capacità degli esseri umani di cercarsi, riconoscersi e sostenersi anche quando le circostanze sembrano aver cancellato qualsiasi possibilità di salvezza.
Una storia cruda e intensa, che porta il lettore in un ambiente oscuro e difficile da attraversare, ma che trova la sua parte più luminosa nei rapporti tra i personaggi.
Perché non sempre possiamo scegliere la tempesta in cui ci troviamo, ma possiamo ancora scegliere chi tenere accanto mentre la attraversiamo.
Miss S. Hidden: Sin da adolescente creava labirintiche mappe di pensieri, immagini, sogni ed emozioni, con l’unico obiettivo di ritrovarsi. La sua più entusiasmante avventura l’ha intrapresa dedicandosi alle emittenti radio, in qualità di speaker. Parlare e intrattenere immaginari ascoltatori non ha fatto altro che accrescere la sua innata passione per la scrittura. “Flowers in the storm” esce oggi in italiano dopo la versione in inglese.
Titolo: Flowers in the storm
Autore: Miss S. Hidden
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 210
Editore: Bookabook
