Recensione La compagnia degli enigmisti di Samuel Burr

La compagnia degli enigmisti

– Samuel Burr –

Formato: Copertina flessibile

Pagine: 368

Editore: Longanesi

Giudizio sintetico

Un ragazzo abbandonato alla nascita e cresciuto da un gruppo di menti brillanti. Un ultimo, impossibile rompicapo da risolvere. Un segreto che cambierà tutto.
In una magione del Bedfordshire che ha visto giorni migliori, di proprietà della celebre enigmista Philippa Allsbrook, un eccentrico gruppo composto da sciaradisti e sciaradiste, creatori e creatrici di rebus e labirinti, enigmisti ed enigmiste per lo più ottuagenari trascorre la propria esistenza ideando e risolvendo rompicapi. Le loro menti sono le più acute e affinate d’Inghilterra, eppure c’è un segreto che nemmeno i soci della Compagnia conoscono, un segreto che Philippa, sul letto di morte, affida a Clayton Stumper, il giovane uomo che lei stessa, un giorno di venticinque anni prima, ha trovato abbandonato in fasce fuori dalla porta della villa. Clay, allevato dai più brillanti geni del secolo scorso, si veste come un uomo d’altri tempi, beve sherry e non sa niente delle proprie origini. Ma, forse, il fitto mistero che ammanta il suo passato può trovare una soluzione grazie alla curiosa scatola che Philippa gli ha lasciato in eredità. Aiutato dalla bislacca quanto astuta Compagnia, Clayton (e con lui il lettore) cercherà di decifrare gli indizi contenuti nel cofanetto in un viaggio fra labirinti e rompicapi che, forse, lo porteranno a sciogliere l’enigma più difficile di tutti, quello che riguarda chi siamo veramente.

SFOGLIA LE PRIME PAGINE

La compagnia degli enigmisti è un gruppo di persone che hanno vissuto collettivamente creando enigmi e rompicapi in una magione che, al presente della storia, deve dire addio alla fondatrice Pippa Allsbrook.

Tra queste persone riunite il più giovane è Clayton, un ragazzo che venticinque anni prima della scomparsa di Pippa è stato trovato in una cappelliera esagonale sull’uscio della porta e adottato dalla compagnia. In questo libro la trama prende quindi due strade parallele: da una parte il presente con Clayton e la Compagnia degli enigmisti che si riunisce per risolvere l’enigma relativo al passato di Clayton e della sua famiglia di origine, dall’altro la narrazione con protagonista Pippa della nascita e dell’evoluzione della Compagnia stessa.

A differenza di quello che un lettore potrebbe aspettarsi dalla copertina, questo libro racconta soprattutto storie personali e collettive ma prettamente private. Da una parte i membri della Compagnia e la loro “nascita” come comune di enigmisti, dall’altra il passato di Clayton.

Il libro è strutturato con capitoli alternati tra passato e presente, questo a mio avviso crea aspettativa ma rallenta molto la lettura. Si parla ovviamente di enigmi, cruciverba e labirinti ma sono soprattutto i personaggi e le loro storie ad emergere dalle pagine. La narrazione non è particolarmente coinvolgente ma la lettura scorre senza parentesi noiose o prolisse, sicuramente accadono meno cose di quanto ci si aspetti dalle premesse. Anche sul finale ho trovato tutto un po’ forzato, la soluzione all’enigma è sì un colpo di scena ma forse non meritava così tante pagine e una serie di indizi per essere palesata.

Leggibile ma non così tanto appagante.

Samuel Burr ha studiato alla Westminster Film School e lavora come autore e dirigente televisivo. Ha sviluppato e prodotto programmi molto popolari nel Regno Unito, tra cui Secret Life of 4-Year-Olds, nominato ai BAFTA. L’idea per La Compagnia degli enigmisti è nata quando aveva diciott’anni, all’epoca di un documentario girato in un villaggio di pensionati che ha lanciato la sua carriera. Ancor prima della pubblicazione il romanzo, in corso di traduzione in 15 paesi, ha scatenato una corsa tra 15 agenzie letterarie che si sono battute per rappresentarlo.

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