
“Vento dall’Est” è un romanzo che comincia in un giorno carico di silenzio e tormento sulla costa irlandese, laddove l’aria umida, le scogliere e il mare agitato sembrano già annunciare che la vita delle protagoniste non sarà semplice, ma tutt’altro che scontata. La voce principale è quella di Tracey, una giovane donna il cui passato ha lasciato ferite profonde: una madre morta troppo presto, un padre assente o incapace di offrire affetto, segreti che crescono silenziosi come alghe sotto la superficie.
Il libro poi, procede per strati: l’Irlanda delle scogliere, delle contee di Clare e Limerick, è lo sfondo di un’infanzia segnata, poi le stagioni scorrono, la narrazione muta, il tempo avanza, i luoghi cambiano, fino a una Londra contemporanea dove il presente intreccia le sue corde al passato, dove Shannon, figlia di Tracey, diventa il filo con cui confrontarsi, scoprire, sperare. Tutto questo in una storia densa di flashback, rivelazioni graduali, momenti che mettono in crisi ciò che si credeva fermo, momenti che costringono a tornare indietro, a capire da dove tutto è cominciato.
Quello che colpisce è come Chiara Albertini costruisca personaggi che non hanno bisogno di grandi gesti per farsi sentire: la solitudine di Tracey, la fragilità della relazione padre-figlia, l’eredità oscura del lutto, tutte cose che molti lettori conoscono, anche se in forme diverse. Il vento, evocato fin dal titolo, non è solo un rumore atmosferico, è una presenza interiore, una forza che scuote, che spinge a fare scelte, che minaccia di spazzare via tutto o magari lasciare dietro sé una scia luminosa, se lo sai ascoltare.
Le descrizioni dell’Irlanda sono ben fatte: il verde intenso, i paesaggi aspri, la pioggia che pesa nel cielo; la Londra moderna è invece una realtà più concreta, più spesso a contrasto, dove le ombre del passato si infilano tra il traffico, le persone, le pagine di lettere e ricordi. Il dolore è onnipresente, ma non è mai gratuito: serve a mostrare che chi lotta, spesso, lo fa non solo per se stesso ma per chi viene dopo, per una normalità che non è assenza di ferite ma certezza di avere resistito.
Il valore principale del romanzo è la sua emotività poiché leggere “Vento dall’Est” è come lasciarsi attraversare da ventate di malinconia, speranza, rimpianto ed energia. L’autrice sa fare leva sui silenzi, sui non detti, sulle pause che dicono più di mille dialoghi, ama l’interiorità, mette in scena l’anima delle sue protagoniste con delicatezza ma anche con realismo: non nasconde le ombre, non edulcora il dolore.
Le ambientazioni sono una risorsa, infatti basta una descrizione di vento, di mare, di cielo che cambia, per sentire una parte di te richiamata, leggendolo, si percepisce che l’autrice ha investito non solo nel raccontare una bella storia (anche) d’amore, ma nel sondare la natura del perdono, del rimpianto, della speranza che non sempre è luce piena, ma un bagliore intermittente che può bastare. Serve pazienza e apertura: non è un romanzo da divorare tutto d’un fiato, se vuoi coglierne le sfumature occorre fermarsi, riflettere, lasciarsi dare tempo per capire certi silenzi, ma questa lentezza è una virtù, non un difetto, perché proprio nei momenti più quieti si affacciano le domande più vere.
Consigliato a chi ama le storie in cui l’anima conta più dell’azione, a chi non disdegna sentimenti forti e ambientazioni che parlano quasi da sole, a chi crede che anche nei drammi più intimi ci possa essere spazio per la rinascita.
Chiara Albertini è un’autrice e saggista italiana nata nel 1980 e residente a Cervia, in provincia di Ravenna. Dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Bologna, ha affiancato all’attività lavorativa nell’azienda turistica-immobiliare di famiglia la passione per la scrittura, coltivata fin da giovane. Per perfezionare le sue competenze ha frequentato un corso di redazione e scrittura creativa, ottenendo un diploma in tecniche di editing e correzione di bozze.
Il suo esordio narrativo risale al 2014 con Nel cuore di una donna, pubblicato inizialmente in forma indipendente e successivamente riproposto in una nuova edizione dalla casa editrice Il Ponte Vecchio. Nel 2016 ha pubblicato con Rizzoli, all’interno della collana digitale Youfeel, il romanzo Vento dall’Est, confermandosi come una voce sensibile e attenta alle emozioni umane. Parallelamente ha portato avanti anche l’interesse per la saggistica: nel 2022 è uscito il volume Il Medioevo in giallo nella narrativa di Ellis Peters, frutto della sua tesi di laurea e pubblicato da Il Ponte Vecchio.
Nel maggio del 2025 ha dato alle stampe, ancora con Il Ponte Vecchio, il romanzo L’amore non ascolta il tempo, un’opera che intreccia sentimenti e riflessioni esistenziali con suggestive ambientazioni naturali, cifra stilistica ricorrente nei suoi lavori. Attualmente sta lavorando al suo quarto romanzo, continuando a esplorare le tematiche a lei più care: storie di formazione, romanzi contemporanei e storici, ma anche incursioni nel giallo, nel thriller e nel romance.
Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il Premio Montefiore, il Premio Nazionale Giovane Holden, il Premio Internazionale Città di Cattolica, il Premio Letterario Milano International, il Premio Internazionale Salvatore Quasimodo (menzione di merito), il Premio Maria Cumani Quasimodo, il Premio Internazionale Fëdor Dostoevskij e lo Switzerland Literary Prize. Questi successi confermano la sua capacità di coniugare sensibilità narrativa e rigore stilistico, rendendola una delle voci più interessanti della narrativa italiana contemporanea.
Titolo: Vento dall’Est
Autore: Chiara Albertini
Formato: E-Book
Pagine: 200
Editore: YouFeel Rizzoli
