
Leggendo Una persona per-bene di Francesco Rappoccio ho provato un senso profondo di delicatezza e verità, come se mi fosse stato aperto uno spiraglio sul cuore dello studio di uno psicoterapeuta che sa ascoltare non solo con la testa, ma con tutto il suo essere, la sua anima.
Il libro è composto da 63 piccoli capitoli, ciascuno dedicato a una storia diversa, ci sono uomini e donne, giovani e meno giovani, persone che lottano con ansie, traumi, aspettative difficili, ma anche con la speranza di cambiare e di essere finalmente “visti”.
Mi piace moltissimo come ogni capitolo possa essere letto da solo, come se fosse un racconto indipendente, questo lo rende perfetto da leggere un pezzetto alla volta, riflettere, lasciare sedimentare, e poi tornarci dopo qualche tempo.
Questo formato lo rende particolarmente “utilizzabile” come momento di riflessione personale su noi stessi, sulle nostre paure, sui nostri bisogni o su qualsiasi argomento sentiamo necessario tra i numerosi in esso trattati.
Alla fine di ogni storia, l’autore è psicoterapeuta Francesco Rappoccio condivide il suo ascolto attraverso riflessioni, pensieri, quello che ha provato durante l’incontro, e come interpreta quel vissuto, un gesto questo che trovo profondamente umano e vulnerabile poiché non dà soluzioni magiche, ma offre empatia, presenza, uno sguardo che rispetta la complessità di ogni vita.
In questo modo, non si limita a “raccontare dei casi”, ma stabilisce una connessione reale con il lettore, facendoci sentire che anche noi possiamo avere diritto a essere compresi, anche nelle parti più fragili.
Lo stile dell’autore mi ha conquistato essendo autentico, non medico o distante, ma presente e mai sdolcinato; riesce infatti a raccontare aspetti psicologici seri come sofferenza, resistenza, cambiamento, con una leggerezza che non sminuisce nulla, anzi valorizza ogni singola esperienza.
In questo viaggio narrativo e terapeutico, Francesco Rappoccio non vuole insegnare, ma accompagnare. È quindi un invito il suo, a guardare “oltre la diagnosi”, oltre lo stigma perché, come dice anche la sinossi, essere “per-bene” non significa essere perfetti, ma umani fino in fondo.
Dal punto di vista personale, ho apprezzato tantissimo il fatto che queste storie non siano “lezioni di psicologia”, ma piccole finestre su vite reali e questo rende il libro più accessibile, più intimo perché non serve essere esperti per sentirsi coinvolti. E l’ascolto finale dell’autore fa la differenza, perché non si limita a chiudere un racconto ma offre uno spunto in più, delicato e intriso di significati, attraverso un brano musicale che, agisce come chiusura melodica alla storia appena narrata.
Trovo che questo libro possa essere una lettura preziosa per chiunque; per chi ha attraversato momenti difficili, ma anche per chi è curioso di comprendere un po’ di più le dinamiche della mente e del cuore. Per me, è stato un compagno di riflessione, un libro da comodino da consultare al bisogno quando ho sentito bisogno di quiete o di un punto di vista gentile.
Francesco Rappoccio è psicologo, psicoterapeuta e formatore. Nato a Reggio Calabria, vive e lavora a Roma da oltre 30 anni, dove affianca all’attività clinica la consulenza ad aziende pubbliche, private e università.
Titolo: Una persona per-bene
Autore: Francesco Rappoccio
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 206
Editore: Epika Edizioni
