
Luna fredda su Babylon è un romanzo che incarna perfettamente l’angoscia: non solo quella della trama, ma anche quella che abita i luoghi, le atmosfere e la natura stessa. McDowell crea un’ambientazione densa, soffocante, quasi ostile, in cui la presenza umana si sovrappone alla maestosità del paesaggio trasformandola in qualcosa di inquietante e macabro.
La storia ruota inizialmente attorno a una famiglia davvero sfortunata: due fratelli che perdono i genitori in un modo sconvolgente, attaccati da serpenti chiusi in un sacco di iuta lungo il fiume vicino a casa. I ragazzi crescono con la nonna, in una sorta di piccola oasi isolata, una casa circondata da piantagioni e soffocata dal caldo della Florida alla fine degli anni ’80, ai margini di una cittadina rurale rimasta sospesa nel tempo. La famiglia sopravvive coltivando mirtilli: un lavoro duro, poco redditizio, che rende la loro esistenza ancora più sacrificata.
È come se la vita, che già li ha messi a dura prova, decidesse di accanirsi ulteriormente su di loro quando la sorella scompare, inghiottita ancora una volta da quel connubio di natura e malvagità umana. E questo accade solo nelle prima ottanta pagine.
Un elemento particolarmente suggestivo è la descrizione della piantagione dei Larkin, circondata da pini così alti e fitti da impedire alla luce del sole di raggiungere la casa. Solo la luna riesce a filtrare tra gli alberi, osservando dall’alto gli abitanti della vecchia dimora: una metafora sottile, ma potentissima, che contribuisce a creare un’aura di inquietudine costante.
Chi conosce McDowell sa che i suoi romanzi sono imprevedibili: attinge dall’orrore gotico, dalla natura, dal soprannaturale, e mescola tutto con una fantasia che rende ogni svolta narrativa sorprendente, angosciosamente sorprendente. Anche qui l’elemento naturale, in particolare il fiume, diventa il fulcro dell’intera vicenda, un confine e insieme una minaccia. Ritroviamo l’acqua come forza narrativa, proprio come nella saga di Blackwater.
Rispetto ad altre opere dell’autore, qui si avverte una componente thriller più marcata, pur mantenendo intatti i tratti tipici del suo stile. Non è facile incasellare McDowell in un genere preciso: sicuramente gotico, certamente venato di fantasy, ma con una solida struttura thriller che in questo romanzo è ancora più evidente.
I colpi di scena sono numerosi, le descrizioni vivide, dense di significato, le immagini forti e gli scenari cupi contribuiscono a tenere il lettore in uno stato di tensione costante. Un ruolo interessante lo gioca anche la comunità di Babylon: separata dai Larkin non solo da un fiume, ma da un atteggiamento che ricorda certe tradizioni morali, molto attente alla facciata più che al coinvolgimento emotivo. Nella scomparsa di Margaret, nel funerale e nel modo in cui reagiscono alle disgrazie altrui si percepisce qualcosa di sotterraneo, un significato che sembra destinato a emergere più avanti, proprio come le verità che il fiume porta con sé.
Se la prima parte può sembrare un thriller relativamente ordinario, la seconda rivela lo straordinario: la trama razionale si intreccia con l’evanescenza del terrore, in un crescendo di elementi oscuri in cui le anime reclamano la loro vendetta.
È qui che ritroviamo il McDowell più puro, quello che mescola violenza, mistero e soprannaturale con uno stile unico e riconoscibile.
Pur avendolo apprezzato leggermente meno rispetto a Katie, Luna fredda su Babylon rimane una lettura avvincente, dal ritmo serrato, capace di catturare e inquietare. McDowell non perde un briciolo del suo smalto narrativo, e anzi arricchisce la storia con sottintesi e casualità tutt’altro che casuali. Una lettura perfetta per chi ama il gotico, l’angoscia, la natura ostile e quel particolare tipo di oscurità che solo McDowell sa evocare.
Michael McDowell è stato un autore e sceneggiatore statunitense. Si è laureato in inglese ad Harvard e ha conseguito un dottorato di ricerca a Brandeis. Ha lavorato come insegnante, critico teatrale e segretario. È stato autore di più di venticinque romanzi e sceneggiature, tra cui quella del film Beetlejuice – Spiritello porcello. La casa editrice Neri Pozza ha portato in Italia, a partire dal 2023, la saga gothic-horror di Blackwater, ambientata nella cittadina di Perdido sconvolta da una devastante alluvione. Tra gli altri titoli, Gli aghi d’oro (2024), Katie (2025).
Titolo: Luna fredda su Babylon
Autore: Michael McDowell
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 434
Editore: Neri Pozza
