
Ho terminato di leggere in questi giorni un nuovo e promettente giallo pubblicato da Giulio Perrone Editore, e scritto da Virginia Spanò, una donna che in questo libro trasmette tutto il suo amore per la Sicilia. “Profumi e graffi. La prima indagine dell’ispettore Greco” è un romanzo che vive in equilibrio continuo tra un’indagine gialla movimenta e una dimensione emotiva che richiama senza tregua il passato, le radici e il fragile mondo interiore del suo protagonista.
Al centro di questa storia così intensa c’è Andrea Greco, un giovane ispettore di origini siciliane da poco trasferito al reparto anticrimine di Ascoli Piceno, un personaggio che porta addosso il peso della sua terra, dei suoi ricordi e delle ombre che lo hanno modellato nel tempo.
L’autrice lo racconta in maniera estremamente sensoriale, attraverso silenzi, percezioni, e un rapporto quasi fisico con il vento, che ritorna come simbolo e presagio lungo tutta la narrazione.
La sua nuova vita nelle Marche viene scossa da una serie di omicidi brutali che si abbattono sulla zona, e le indagini che seguono si intrecciano in modo indissolubile con il suo mondo interiore poiché, la ricerca del colpevole non è mai soltanto la ricostruzione di un puzzle, ma diventa quasi una discesa dentro se stessi, un percorso in cui ciò che accade fuori dialoga continuamente con ciò che Greco custodisce dentro.
L’ambientazione è uno degli aspetti più riusciti del romanzo, Ascoli Piceno e i Monti Sibillini infatti, non fanno semplicemente da sfondo, ma sono parte viva della storia, quasi personaggi a loro volta.
L’autrice con questi elementi gioca con luci e ombre, con la bellezza austera della natura e con quel velo di inquietudine che avvolge leggende come quella del Lago di Pilato, richiamata nel corso del romanzo in maniera sottile e molto suggestiva. Questo radicamento nei luoghi rende l’atmosfera densa e palpabile, lontana dalle solite ambientazioni cittadine del noir più canonico, e dà al lettore la sensazione di essere veramente immerso in territori che parlano, respirano e custodiscono segreti, e noi amanti di gialli sappiamo quanto sia importante creare concerto tra la storia e i luoghi in cui è ambientata.
Il legame con la Sicilia è altrettanto centrale però perché non è solo il luogo d’origine di Andrea Greco, ma una presenza affettiva e simbolica che si insinua nei momenti di maggiore fragilità, che emerge nei ricordi, nelle immagini improvvise, nelle domande che il protagonista non ha mai smesso di porsi.
Virginia Spanò sembra voler suggerire che nessuno sfugge alla propria terra, e che l’identità, soprattutto quando ferita, trova sempre un modo per tornare a galla e, questo clima emotivo, si fonde con la trama gialla, creando un equilibrio particolare tra introspezione e tensione narrativa.
Essendo un’opera d’esordio, qualche incertezza stilistica fa capolino, soprattutto nei passaggi in cui l’autrice si lascia andare a spiegare ciò che forse avrebbe potuto mostrare con un po’ più di misura, ma sono sfumature che non compromettono l’armonia generale del romanzo e anzi contribuiscono a delineare una voce nuova, personale, desiderosa di raccontare un giallo che non sia soltanto un meccanismo narrativo, ma una storia di luoghi, di radici e di anime.
Prima di chiudere, voglio soffermarmi anche sulla cura estetica del libro, che merita davvero una menzione poiché la copertina è estremamente evocativa, una figura sospesa che sembra cadere o forse volare, perfetta per restituire il senso di smarrimento e di ricerca che attraversa tutto il romanzo. E poi c’è un dettaglio che ho amato, il segnalibro staccabile nascosto nel retro di copertina che rappresenta una piccola attenzione al lettore, semplice ma preziosa, che aggiunge piacere all’esperienza materiale della lettura.
Profumi e graffi è un giallo che sorprende per atmosfera, profondità e sensibilità, ci racconta un’indagine, ma racconta soprattutto un uomo, le sue terre, le sue crepe e la sua ostinata volontà di affrontare il buio dentro e fuori di sé, un romanzo che consiglio a chi ama i luoghi che parlano e i personaggi che lasciano tracce, anche graffi, dopo aver chiuso l’ultima pagina.
Virginia Spanò
È nata a Erice e ha trascorso i primi ventitré anni della sua vita a Marsala. L’amore, poi, l’ha portata a Messina, dove attualmente vive con il marito e le sue tre figlie.
Il forte legame con la Sicilia e un articolo letto per caso hanno acceso la miccia che l’ha portata a scrivere Profumi e graffi, La prima indagine dell’ispettore Greco, il suo primo romanzo.
Titolo: Profumi e graffi. La prima indagine dell’ispettore Greco
Autore: Virginia Spanò
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 226
Editore: Giulio Perrone Editore
