
Portare il fuoco di Dario Neron è un noir che affonda le radici nelle zone più oscure dell’animo umano.
La storia si apre con Prada, giovane donna sopravvissuta a un’aggressione brutale che le ha cancellato i ricordi e lasciato sul corpo cicatrici profonde e ci conduce nella sua vita in una stanza senza finestre, dove si allena fino allo stremo e partecipa a combattimenti clandestini con l’unico obiettivo di tenersi viva mentre cerca una verità che continua a sfuggirle. Accanto a lei si muove Calipso, una presenza conosciuta per caso che presto inizia ad accompagnarla nelle sue notti di periferia, amplificando però il senso di perdita e solitudine che domina la sua esistenza.
Parallelamente, il romanzo segue un uomo di mezza età che decide di lasciarsi alle spalle tutto ciò che conosce: famiglia, identità, passato che, in fuga, incontra Ezra, un ragazzo magnetico e inquieto che lo trascina e lo accompagna in un viaggio senza garanzie, verso una montagna che forse nemmeno esiste ma che si trasforma nel miraggio di una redenzione possibile, di un luogo dove liberarsi dalla propria colpa.
Le strade di questi personaggu, così diverse e distanti, avanzano come due linee di fuoco bruciando vite, ferite, desideri taciuti e sembrano destinate a toccarsi proprio nel momento in cui ciascuno ha di meno da perdere e più da temere…
La lettura di Portare il fuoco mi ha colpita per la capacità dell’autore di raccontare il dolore in modo fisico, quasi palpabile. Non è sicuramente un romanzo che coccola perché trascina in atmosfere crude, sporche, feroci, e lo fa con una scrittura asciutta ma profondamente emotiva. Prada è un personaggio che resta addosso nel suo non essere idealizzata, non resa simbolica, ma viva, vulnerabile e piena di crepe e Calipso ne amplifica le fragilità in modo raffinato, potente, mentre Ezra e l’uomo in fuga incarnano lo smarrimento, la colpa e quel bisogno disperato di iniziare da zero.
Dario Neron non offre risposte facili né percorsi lineari perché tutto si muove sul confine tra distruzione e rinascita, tra rabbia e un piccolo, ostinato barlume di speranza attraverso un romanzo che scava e lascia eco, che accompagna in atmosfere lente, ma impattanti e affascinanti.
Lo consiglierei sicuramente a chi cerca un noir intenso, emotivamente impegnativo e senza filtri e a chi non ha paura di affrontare storie di trauma, identità spezzate e fughe interiori ma anche a chi ama quei libri capaci di ferire e illuminare allo stesso tempo, lasciando una brace che continua a bruciare anche dopo l’ultima pagina.
Dario Neron, nato a Locarno nel dicembre 1987, ha debuttato con il romanzo DR.reset, con cui ha vinto il premio “inedito Colline di Torino” e la “contropremio Carver”.
Con il secondo romanzo, Franco Toro, l’uomo più bello del mondo, si è aggiudicato il premio della critica al Milano International.
Oggi Dario Neron vive nella Svizzera tedesca centrale. Questo che proponiamo è il suo primo romanzo con “La Corte”.
Titolo: Portare il fuoco
Autore: Dario Neron
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 312
Editore: La Corte
