
Chiaroscuro. Interpretazione di un delitto di Simone Carbone è un romanzo che parte da un omicidio ma non si accontenta di restare dentro i confini del giallo tradizionale, e ora vi racconto come lo fa.
La vicenda ruota attorno alla morte di un artista nel mondo dell’arte Torinese, evento che scuote profondamente il mondo dell’arte e che apre una serie di interrogativi tutt’altro che semplici. A occuparsi del caso, e provare a sbrogliare tale matassa, è Edoardo Lodovici, ex ispettore di polizia, una figura segnata dal passato e dotata di uno sguardo lucido, quasi disincantato, sulla realtà che vede il suo coinvolgimento nell’indagine non solo sul piano professionale. Infatti, più si addentra nei meccanismi dell’ambiente artistico, più emerge un intreccio fatto di ambiguità, simboli e verità parziali. L’arte quindi, in questo romanzo, non fa da semplice sfondo, ma è una sorta di lente attraverso cui osservare il delitto e i personaggi, un linguaggio visivo che parla per allusioni e riflessi, proprio come il titolo suggerisce.
La storia si sviluppa senza mai puntare sul sensazionalismo, infatti Simone Carbone costruisce una narrazione che procede per sottrazione, lasciando spazio all’interpretazione e chiedendo al lettore di fermarsi, osservare, collegare, inoltre, la struttura del romanzo, divisa in diciassette capitoli più un epilogo, è compatta e ben calibrata e ogni capitolo aggiunge un tassello, un dettaglio che sembra piccolo ma che contribuisce a definire un quadro sempre più complesso. E’ un romanzo in cui non c’è fretta di arrivare alla soluzione, perché il vero cuore del libro non è solo scoprire cosa è successo, ma capire come e perché ogni personaggio guarda alla verità in modo diverso, da qui “l’interpretazione del delitto”.
Ho apprezzato molto l’originalità dell’impianto narrativo, che mescola indagine, riflessione sull’arte e introspezione psicologica poiché Chiaroscuro è un romanzo che gioca continuamente sul confine tra luce e ombra, tra ciò che appare e ciò che resta nascosto, e lo fa anche a livello stilistico, infatti la scrittura è pulita, misurata, a tratti evocativa, capace di restituire atmosfere dense senza appesantire il ritmo, non ci sono colpi di scena urlati, ma una tensione costante che nasce dalle relazioni, dai non detti, dalle crepe interiori dei personaggi.
È una lettura che consiglio a chi ama i gialli meno convenzionali, quelli che non offrono risposte immediate e che chiedono al lettore di partecipare attivamente alla costruzione del senso perché Chiaroscuro è adatto a chi cerca una storia che unisca mistero e riflessione, e anche a chi è disposto ad accettare che, come nell’arte, anche nella verità non esistono mai solo bianco o nero, ma infinite sfumature intermedie.
Simone Carbone è nato a Potenza nel 1991. Appassionato di comunicazione, tecnologia, informatica e scrittura creativa, lavora nel settore marketing per una multinazionale; accanto all’attività professionale coltiva diversi interessi, tra cui la palestra, la cucina e il mondo Marvel.
Nel 2023 si trasferisce a Torino, città che sente particolarmente affine e che diventa anche lo scenario del suo esordio narrativo. Nel 2025 pubblica infatti per MTS Edizioni Chiaroscuro. Interpretazione di un delitto, il suo primo romanzo, un thriller che unisce mistero, suspense e introspezione psicologica, ambientato nel contesto artistico torinese.
Titolo: Chiaroscuro. Interpretazione di un delitto
Autore: Simone Carbone
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 177
Editore: MTS Edizioni
