
Per cosa si uccide è il primo capitolo della serie con protagonista l’ispettore Michele Ferraro, e leggerlo oggi, a distanza di anni dalla sua uscita, ha per me il sapore di un ritorno consapevole, adulto.
Mi ci sono tuffata con un desiderio preciso, ovvero ritrovare quelle atmosfere che ho imparato ad amare, quelle che intrecciano il giallo a Milano, una città che sento profondamente mia, nelle sfumature di un autore conosciuto che non avevo mai avvicinato.
La Milano di Gianni Biondillo non è uno sfondo neutro, ma una presenza viva e pulsante.
In questo giallo, la storia si muove soprattutto a Quarto Oggiaro, quartiere natale dell’ispettore Ferraro, e attraversa luoghi che conosco, che mi appartengono, fino a toccare paesi confinanti con il mio, in una Milano concreta, reale, che ha molto da raccontare: non solo la città in sé, ma il mosaico umano che la abita tra milanesi “storici”, nuove generazioni, immigrati e meridionali: un intreccio di voci, colori e storie che restituisce tutta la complessità dei quartieri e delle strade.
Il romanzo segue Ferraro nell’arco di un anno, durante il quale si trova ad affrontare diverse indagini, quattro, una per ogni stagione. Alcune si risolvono con relativa facilità, altre restano più sfuggenti, ma tutte hanno un filo conduttore chiaro: passano da Quarto Oggiaro e, in qualche modo, toccano la sua infanzia, i suoi luoghi, la sua memoria, in un giallo quindi che parla di delitti, certo, ma anche di radici e di appartenenza.
Uno dei grandi punti di forza del libro è senza dubbio la scrittura, infatti Biondillo costruisce una narrazione poetica, cinematografica, fortemente descrittiva, capace di stuzzicare l’immaginazione. Alcuni avvenimenti sembrano svolgersi al rallentatore, tanto sono dettagliate e visive le descrizioni.
La trama è articolata e, soprattutto all’inizio, può dare l’impressione di non sapere bene dove voglia andare a parare, le tre indagini principali infatti sembrano quasi autonome, finché non si arriva all’ultima parte, più strutturata, che conclude l’anno e il romanzo. Qui i tasselli si ricompongono, anche se non nel modo che mi aspettavo, infatti pensavo che l’indagine finale potesse legarsi più direttamente alle precedenti, invece resta una storia a sé, ma è proprio quella che forgia Ferraro, che lo porta a una conclusione personale e chiude il cerchio del libro.
Per cosa si uccide è un giallo che ha tutti i tratti del genere, ma con un sapore unico che è quello del giallo milanese, fatto di strade, quartieri e umanità, e di una scrittura che si distingue per qualità e identità, una prima tappa che incuriosisce, che lascia voglia di proseguire e approfondire la serie, anche perché Michele Ferraro è un personaggio che sembra avere ancora molto da raccontare.
Io, di certo, continuerò.
Gianni Biondillo: Architetto e saggista scrive per il cinema e per la televisione. Fa parte della redazione di Nazione Indiana. Ha pubblicato per l’Universale di Architettura diretta da Bruno Zevi, Carlo Levi e Elio Vittorini. Scritti di architettura (1997) e Giovanni Michelucci. Brani di città aperti a tutti (1999).
Nel 2001 ha pubblicato, per Unicopli: Pasolini. Il corpo della città, con un’introduzione di Vincenzo Consolo.
Il suo primo romanzo, nel 2004 per i tipi di Guanda, è Per cosa si uccide, “un tributo di riconoscenza dello scrittore verso la propria città, che viene descritta in tutte le sue molteplici sfaccettature”.
Sempre per Guanda sono usciti Con la morte nel cuore (2005), Per sempre giovane (2006), Il giovane sbirro (2007) e nel 2008 la raccolta di saggi Metropoli per principianti, il saggio Manuale di sopravvivenza del padre contemporaneo, scritto a quattro mani con Severino Colombo, oltre all’antologia di racconti erotici al maschile da lui curata, Pene d’amore.
Del 2014 il racconto lungo Nelle mani di Dio. Un’indagine dell’ispettore Ferraro (Guanda).
Nel 2015 ha pubblicato L’incanto delle sirene. Un’indagine dell’ispettore Ferraro, nel 2016 Il giovane sbirro e Come sugli alberi le foglie, e nel 2018 Il sapore del sangue sempre con Guanda. Nel 2023 esce per Guanda Quello che noi non siamo, vincitore l’anno dopo del Premio Bagutta.
Titolo: Per cosa si uccide
Autore: Gianni Biondillo
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 283
Editore: Guanda
