
Ho terminato da poco Il poster di mademoiselle C. di Paola Latorraca, un romanzo breve che ruota attorno allo sguardo e a ciò che lo sguardo è capace di generare.
La protagonista, Sara, è una donna che vive un rapporto molto stretto con l’arte, tanto da usarla come rifugio emotivo e come lente attraverso cui interpretare il mondo, in particolare, tra le immagini che l’accompagnano da tempo, ce n’è una a cui è fortemente legata, il poster del ritratto di mademoiselle Caroline Rivière dipinto da Ingres. È un’immagine che attraversa i suoi spostamenti, i suoi cambiamenti, le sue giornate, diventando una presenza silenziosa ma costante, quasi una confidente immobile. Sara è una donna che tende a proteggersi dai legami troppo profondi, teme l’attaccamento e la possibilità della perdita, e proprio per questo preferisce abitare uno spazio interiore fatto di immagini, pensieri e proiezioni piuttosto che affidarsi del tutto alla realtà’.
L’equilibrio che si è costruita in questo modo però, viene messo in discussione dall’incontro con due uomini molto diversi tra loro, Giulio e Gill, che rappresentano possibilità, attrazioni e rischi differenti, costringendola a confrontarsi con ciò che ha sempre cercato di tenere a distanza…
Il romanzo non segue una trama tradizionale, fatta di eventi incalzanti o svolte improvvise e infatti, la sua forza sta nel movimento interiore della protagonista, nel modo in cui pensieri, ricordi e immagini si intrecciano e si riflettono l’uno nell’altro. L’arte, e in particolare quel poster, non è un semplice elemento decorativo, ma diventa il fulcro simbolico del libro, uno specchio che rimanda a Sara le sue stesse paure, i suoi desideri inespressi, il bisogno di sentirsi vista senza doversi esporre davvero.
Paola Latorraca sceglie poi una scrittura misurata, attenta, spesso poetica e aperta a libera interpretazione, che chiede al lettore o alla lettrice di rallentare e di accettare i silenzi tanto quanto le parole poiché, di fatto, anch’essi sono parte della storia e del tratto introspettivo della protagonista, ed è quindi una narrazione che funziona dando risonanza proprio alla parte emotiva, che trova la sua coerenza proprio in questa apparente fragilità.
Ciò che funziona meglio nel libro è la delicatezza con cui viene raccontato il rapporto tra interiorità e mondo esterno, infatti Sara osserva molto più di quanto agisca, e questo può risultare spiazzante se si cercano personaggi risoluti o dinamiche narrative forti, ma è anche ciò che rende il romanzo autentico nel suo modo di parlare di solitudine, di paura dell’intimità e di bisogno di protezione. Ed ecco quindi che il linguaggio resta sempre sobrio, mai enfatico, e accompagna il lettore in una dimensione quasi sospesa, in cui il tempo sembra dilatarsi e ogni dettaglio ha un suo peso simbolico. Potremmo infine dire che è un libro questo, che preferisce parlare a chi è disposto ad ascoltare, e a chi ama fermarsi sulle sfumature riconoscendo nell’arte una forma di dialogo silenzioso con se stessi.
Paola Latorraca è romana, si è laureata in Giurisprudenza e vive una vita professionale divisa tra comunicazione e progetti editoriali/publicitari. Dopo una prima esperienza lavorativa all’estero e in uno studio legale internazionale, ha proseguito la sua carriera nel campo della comunicazione pubblico-istituzionale e dell’organizzazione di eventi editoriali per uno dei principali gruppi editoriali italiani. È sposata e ha due figlie. Prima di Il poster di mademoiselle C., nel 2022 ha pubblicato un altro romanzo dal titolo La curva di Miguelito.
Titolo: Il poster di mademoiselle C.
Autore: Paola Latorraca
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 251
Editore: Edizioni croce
