
Solo, libro di cui vi racconto oggi, è un romanzo che parte in modo silenzioso, quasi in sordina, e che piano piano stringe il lettore dentro una storia fatta di inquietudine, solitudine e segreti attraverso la storia del protagonista Gabriel, giovane di dodici anni e ragazzo che si sente invisibile: a scuola, in famiglia, nel suo stesso paese. Una notte, cercando rifugio in una vecchia chiesa, assiste a qualcosa che non avrebbe dovuto vedere, il corpo senza vita del parroco e, da quel momento, la sua solitudine cambia forma perché il problema non è più solo sentirsi escluso, ma diventare il bersaglio di sospetti, silenzi e paure poiché la comunità che lo circonda, apparentemente tranquilla, inizia a mostrare crepe sempre più profonde e trasformarlo nel colpevole “perfetto” data la sua indole. Fondamentale per Gabriel sarà l’aiuto del nonno per far emergere dalla palude di omertà il segreto che si cela sotto la parvenza di perfezione di chi lo circonda…
Al centro del romanzo c’è una trama di mistero, costruita con misura, che non punta sull’effetto shock ma sulla tensione psicologica, ed ecco che Alex Serra sceglie uno stile lineare ed essenziale, molto adatto allo sguardo del protagonista attraverso frasi chiare, ritmo controllato e una narrazione che non indulge in spiegazioni superflue. È quindi, quella dell’autore, una scrittura che accompagna, senza sovraccaricare, lasciando spazio al lettore per cogliere ciò che non viene detto apertamente e questo dettaglio funziona bene soprattutto nei momenti più intimi, quando emergono le fragilità di Gabriel e il suo bisogno di essere visto e creduto.
I temi principali sono quelli della solitudine, dell’incomunicabilità tra adulti e ragazzi, della difficoltà di crescere in un contesto che giudica prima di ascoltare ma c’è anche spazio per una riflessione sul peso dei segreti e su quanto sia facile, in una piccola comunità, trasformare il diverso o il fragile in un colpevole perfetto facendo diventare così il mistero uno strumento per parlare di crescita, responsabilità e fiducia ed é originale come il genere noir si sposi perfettamente con il romanzo di formazione.
Quello che colpisce di più è proprio questo equilibrio infatti, Solo riesce a essere un romanzo di formazione senza perdere la tensione narrativa e personalmente ho apprezzato la scelta di non forzare la mano sull’emotività mantenendo un tono coerente dall’inizio alla fine, senza facili moralismi. Questo a mio avviso rende tutto molto coinvolgente oltre che di libera e personale interpretazione.
È una lettura che consiglio soprattutto a lettori giovani o young adult, ma anche agli adulti che amano storie di formazione con una vena di mistero perché non è un thriller ad alta adrenalina, né un romanzo puramente introspettivo ma sta nel mezzo, attraverso una storia semplice solo in apparenza, che parla delicatamente dicendo e trasmettendo argomenti importanti.
Alex Serra (pseudonimo), 69 anni, nasce in Calabria e nel 1964 si trasferisce in Valle d’Aosta. Ha vissuto i mutamenti sociali che hanno segnato questi anni e i giovani in particolare. Pubblica “Solo” per raccontare la solitudine dei ragazzi che tra separazioni e conflitti familiari si rifugiano sui social. Lavora nella sicurezza e coltiva la passione per la fotografia, hobby che gli permette di osservare il mondo con uno sguardo attento e sensibile.
Titolo: Solo
Autore: Alex Serra
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 182
Editore: YouCanPrint
