
Una piacevolissima sorpresa è stata per me Cento anni da monacello di Enzo Damico, un romanzo che parte da un’idea narrativa fortissima e la accompagna con coerenza e sensibilità lungo un arco temporale ampio, attraversando un secolo di storia, di destini familiari e di memoria collettiva.
Ma partiamo dal principio: l voce che racconta non è una voce qualunque ma è quella di un bambino morto a cinque anni, uno spirito che osserva il mondo dei vivi senza potervi intervenire, una presenza silenziosa eppure costante, che segue per cent’anni le vicende della famiglia Moranda.
Proprio da questo punto di vista esterno, sospeso tra la vita e la morte, il romanzo prende forma, trasformandosi in un racconto intimo e corale allo stesso tempo che ha tutte le caratteristiche della saga familiare, del romanzo storico e molto altro.
Il legame tra il narratore e la famiglia nasce da un evento tragico, il crollo di un orfanotrofio alla fine dell’Ottocento, e da lì si dipana una storia che affonda le radici nel Sud Italia, in particolare in Calabria, per poi allargarsi progressivamente, seguendo sempre i personaggi principali attraverso le grandi fratture del Novecento come, per esempio, il terremoto di Messina del 1908, le guerre mondiali, l’emigrazione, la povertà, le perdite, ma anche la capacità di resistere e di andare avanti. Quindi, potremmo dire che la Storia, quella con la S maiuscola, entra nel romanzo senza mai schiacciare le vite individuali, ma anzi facendo da sfondo a esistenze comuni, ordinarie, segnate da dolori quasi sempre silenziosi e da una quotidianità fatta di legami, sacrifici e scelte difficili.
La figura del “monacello”, richiamata già nel titolo, si inserisce e diviene centrale non solo dal punto di vista simbolico, ma anche culturale, infatti, nel folklore del Sud Italia il monacello è una presenza ambigua perché è uno spiritello domestico, a volte benevolo, a volte dispettoso, che osserva, protegge o disturba senza mai mostrarsi del tutto. L’autore Enzo Damico riprende questa tradizione e la rielabora in chiave narrativa e metaforica poiché il suo monacello non è una creatura del mito in senso stretto, ma diventa l’emblema di chi resta ai margini, di chi guarda senza essere visto, di una memoria che non può agire ma che “trattiene a sé” tutto quanto, una scelta questa, che dà al romanzo una profondità ulteriore, perché trasforma il narratore in una sorta di coscienza silenziosa della famiglia e, in senso più ampio, del tempo che passa.
I temi affrontati sono molti, ma tenuti insieme con grande sapienza. C’è, per esempio, la famiglia come luogo di trasmissione e di ferite, ma anche la memoria come unico modo per opporsi all’oblio, il rapporto tra vita e morte, la persistenza degli affetti oltre la scomparsa fisica, ma c’è anche una riflessione sottile sull’identità e sul destino, su quanto le vite dei singoli siano influenzate da eventi che li precedono e da legami che non hanno scelto. Questi dettagli raffinati, nel loro insieme, emergono lasciando la narrazione scorrevole anche nei passaggi più dolorosi.
Lo stile di Enzo Damico è uno dei punti di forza del romanzo perché, a mio avviso, la sua scrittura è accessibile, spesso intima, capace di alternare momenti di malinconia a lampi di ironia amara, e poi, la scelta di una voce infantile, pur maturata da uno sguardo che attraversa un secolo intero, funziona perché non cade mai nel sentimentalismo facile ma, al contrario, mantiene una distanza delicata, che permette al lettore di osservare i personaggi con empatia e lucidità.
Cento anni da monacello è un romanzo che parla di morte senza essere cupo, di Storia senza essere didascalico, di famiglia senza idealizzarla, quindi potremmo dire che è una lettura che può essere apprezzata da chi ama i romanzi storici, da chi cerca storie di memoria, famiglia e radici, ma anche da chi è semplicemente attratto da una voce narrante originale.
E, cosa di non ultima importanza, ricordiamoci che questo libro è ispirato a una storia vera.
Enzo Damico è Dottore di Ricerca in Scienze Infermieristiche e Sanità Pubblica. Infermiere presso l’Ospedale Manzoni di Lecco, è docente nel Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Vive a Cremeno, in provincia di Lecco. Da sempre appassionato di storia, miti e racconti popolari, così come di cinema e letteratura fantasy e fantascientifica, in “Cento anni da monacello” convoglia anni di ricerca e un complesso lavoro di raccolta e verifica delle fonti. Attraverso materiali spesso frammentari e di difficile interpretazione, ricostruisce un secolo di storia e le vicende di sette generazioni di una famiglia realmente esistita. Il racconto è guidato da uno sguardo autentico e partecipe, talvolta attraversato da un umorismo tagliente e amaro, cifra distintiva della sua scrittura.
Titolo: Cento anni da monacello
Autore: Enzo Damico
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 435
Editore: AliRibelli
