
Un po’ come avviene per nipoti e figli di amici, Sarhani-Jin di Ariele Giovanelli l’ho visto nascere e poi crescere e quindi, per me oggi, è piacevole e anche soddisfacente parlarvene e raccontarvi cosa potete trovare in queste pagine.
Cominciamo col dire che questo romanzo è un fantasy epico ambientato nella Costa di Smeraldo, la terra degli Aldast, un popolo costantemente minacciato da creature demoniache i cui confini sono difesi da un ordine sacro, quello delle Sarhani-jin, guerriere addestrate fin dall’infanzia nei templi dedicati alle tre dee che sono, Luna, Sole e Mare.
Il titolo del romanzo deriva proprio da queste guerriere, le Sarhani-jin che però non sono semplici combattenti, ma figure rituali e simboliche, che dedicano l’intera vita alla protezione degli altri. Un dettaglio che ho amato è la loro principale particolarità, ovvero un affascinante legame con i loro Sarhani, enormi felini da guerra che cavalcano in battaglia. In realtà non si tratta di semplici cavalcature, perché tra guerriera e animale esiste una connessione profonda, quasi telepatica, che ne influenza identità, scelte e persino la volontà.
La protagonista di questo romanzo è Ledryel, una giovane Sarhani-jin che conosciamo in due linee temporali, ovvero nel presente, che si apre con una battaglia brutale contro i demoni, e nel passato, raccontato attraverso numerosi flashback che mostrano la sua infanzia, l’addestramento e soprattutto il legame con Yui, compagna, amica e figura centrale nella sua formazione.
Fin dalle prime pagine è chiaro che qualcosa è andato storto, infatti vediamo Ledryel sopravvissuta a un evento che non avrebbe dovuto lasciare superstiti. Ed è qui che tutto prende avvio poiché la storia presente ruota attorno a una domanda fondamentale a seguito del suo ferimento: che cosa è diventata Ledryel, e che ruolo avrà ora all’interno di un ordine che non ammette deviazioni?
L’arruolamento, una missione delicata affidata dalla sovrana, guerra, paure e segreti… Il resto lo lascio scoprire a voi…
Uno dei grandi punti di forza del romanzo è la costruzione del mondo narrativo poiché, il sistema delle Sarhani-jin, dei templi, delle gerarchie e dei felini da guerra è ben strutturato, dettagliato e inserito nella trama in modo molto coerente. I Sarhani, in particolare, non sono un vezzo estetico perché il loro legame con le guerriere è centrale per comprendere il conflitto interiore della protagonista.
Un altro elemento secondo me molto riuscito nella narrazione è la struttura a flashback, che non serve solo a spiegare il passato, ma a far emergere il peso delle relazioni e delle scelte. Infine poi, l’amicizia tra Ledryel e Yui è uno dei nuclei emotivi più solidi del romanzo, molto credibile, intensa, e mai idealizzata.
Dal punto di vista tematico, potremmo dire che Sarhani-Jin lavora molto su temi diversi ma mai scontati come identità e trasformazione, sacrificio e dovere, il corpo come campo di battaglia che diviene utile anche per comprendere il tema del confine tra umano e mostruoso.
Tanti temi, una narrazione estesa e accurata introducono un fantasy che non punta allo spettacolo privilegiando la tensione interiore, il dubbio morale, la domanda su cosa significhi davvero proteggere qualcuno, e soprattutto a quale prezzo.
Guardando avanti, è chiaro che il romanzo pone le basi per sviluppi più ampi perché c’è un passato rimosso, un ordine che non è così immacolato come appare e una protagonista che non rientra più perfettamente nelle regole del mondo che la circonda, quindi ci si può aspettare un’evoluzione che andrà sempre più a mettere in crisi certezze, ruoli e verità ufficiali, un seguito insomma.
Se dovessi trovare i lettori perfetti per questa storia la consiglierei a chi ama il fantasy epico ovviamente, ma con una forte componente introspettiva, a chi cerca protagoniste femminili complesse e non idealizzate e apprezza i mondi costruiti con cura e regole precise, ma anche a chi è interessato a storie di trasformazione e ambiguità morale.
Sicuramente un libro importante (anche nella mole) che apre a una storia ricca di dettagli e colpi di scena che avverranno nel tempo… questo potremmo dire che è solamente un assaggio.
Ariele Giovanelli nasce nel 1978, durante gli anni di liceo (classico) e università (Scienze Ambientali) si
dedica al teatro, un po’ per gioco, un po’ in maniera più seria. Pratica sport che lo portino a contatto con la
natura, dalla bicicletta all’escursionismo. È sposato e ha due figli, cui ha sempre raccontato storie e favole
di sua invenzione. Sarhani-jin è il suo primo romanzo.
Titolo: Sarhani-Jin
Autore: Ariele Giovannelli
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 437
Editore: Self
