
Oggi vi racconto un libro decisamente atipico, il cui titolo è già molto indicativo. Si tratta di “È stato tutto semplicissimo, come essere un lofiforme”, un libro che non traccia una trama nel senso classico del termine, non procedendo quindi per eventi concatenati, ma “attraversando” le cose, si tratti di una mente, di un corpo, o di un tempo interiore che non coincide mai davvero con quello del mondo.
Il narratore e protagonista è Bruno Carbonara, un uomo di poco più di trent’anni che racconta se stesso come somma di tutte le sue età. Bruno infatti, non compie qualcosa di preciso nel libro ma pensa, ricorda, associa, osserva e soprattutto aspetta, rimane in attesa. Quindi il focus narrativo principale è proprio questo, sostare, restare in uno spazio sospeso tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere.
Il libro si apre su una dichiarazione di insofferenza verso quello che Bruno chiama il piano di realtà che non è la realtà in sé, ma l’insieme di compromessi, rinunce e aggiustamenti che vengono spesso spacciati come maturità. Bruno quindi, racconta di aver messo la propria vita in pausa per alcuni anni, non come fuga, ma come scelta consapevole di attesa facendo entrare in gioco quella che è la metafora che dà il titolo al romanzo: il lofiforme, un pesce abissale che può restare immobile per lunghissimo tempo e trasformarsi in un istante non sopravvivendo agli eventi adattandosi ma mutando natura.
Nei primi capitoli seguiamo Bruno attraverso l’infanzia e l’adolescenza che è un periodo in cui la fantasia non è evasione, ma diventa strumento di resistenza, seguiamo poi le convinzioni assolute, come quella di vincere al Gratta e Vinci, le illusioni infantili, l’idea di essere “speciale” o destinato a qualcosa di diverso che in queste pagine non vengono trattate con ironia distruttiva, ma con la necessità di avere fiducia, di crederci in qualche modo.
Accanto alla dimensione individuale poi, emergono alcune relazioni fondamentali attraverso figure che non vengono mai trasformate in personaggi “funzionali” alla trama, ma restano presenze vive, autonome, come per esempio, una relazione adolescenziale che non si definisce mai secondo le categorie convenzionali dell’amore, e che diventa una delle esperienze più formative del narratore.
La scrittura procede quindi poi per accumulo, per immagini ricorrenti, per ritorni tematici, non spiegando mai troppo, ma richiedendo attenzione un invito alla riflessione profonda capace di passare dal ricordo intimo proprio al pensiero più ampio.
In “È stato tutto semplicissimo, come essere un lofiforme”, il tema centrale non è la nostalgia, né la crisi generazionale, ma il rapporto con il tempo perché, a mio avviso, Bruno non racconta una crescita lineare ma le sue deviazioni, le soste, le regressioni, i ritorni.
Mi ha colpita poi il concetto atipico legato all’adattamento, perché di solito adattarsi è un valore positivo mentre qui viene guardato con sospetto proprio perché il lofiforme non si adatta, non ha mezze misure, infatti o si annulla o si trasforma.
Anche la fantasia, spesso liquidata dagli adulti come immaturità, viene rivalutata come spazio di elaborazione del dolore, infatti Bruno sopravvive perché immagina, e quando smette di immaginare, il rischio non è diventare adulto, ma diventare opaco.
Quindi ho apprezzato questo libro nella sua originalità dei concetti perché rifiuta la distinzione netta tra romanzo e saggio emotivo che costruisce un patto molto forte con il lettore disposto a rallentare, a non cercare subito un “perché” o un “dove si va a finire”, quindi un libro coraggioso, che sceglie la complessità senza ostentazione e che trova la sua forza proprio nel non offrire risposte nette.
Alberto Bolognesi è nato in Piemonte e vive a Milano, dove lavora da oltre trent’anni come legale d’impresa, esperto in diritto d’autore e contratti per cinema e tv. Appassionato di storie, immagini e narrazioni, ha sempre coltivato una scrittura personale e riflessiva che trova ora piena espressione in questa sua prima opera letteraria. Sportivo da sempre, crede nella disciplina del corpo e della mente. È stato tutto semplicissimo ‒ Come essere un lofiforme è il suo esordio narrativo, in bilico tra realtà e invenzione, introspezione e satira del mondo del lavoro.
Titolo: È stato tutto semplicissimo. Come essere un lofiforme
Autore: Alberto Bolognesi
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 346
Editore: Albatros
