
I sette quadranti è un romanzo di Agatha Christie pubblicato nel 1929 e ambientato nella campagna inglese degli anni Venti, a Chimneys, la stessa tenuta già apparsa ne Il segreto di Chimneys. La storia si apre durante un weekend tra amici, in un clima apparentemente spensierato dove per scherzo, alcuni giovani decidono di piazzare diverse sveglie nella stanza di Gerry Wade, noto per essere un dormiglione incallito. Al mattino, però, il ragazzo viene trovato morto nel suo letto e, sul caminetto, sono disposte sette sveglie, un dettaglio curioso e inquietante che sembra non avere una spiegazione immediata.
Qualche mese dopo entra in scena la vera protagonista del romanzo, Lady Eileen “Bundle” Brent, una giovane brillante e intraprendente. Bundle investe accidentalmente un ragazzo che aveva partecipato a quel fatidico weekend a Chimneys e che, in punto di morte, pronuncia una frase enigmatica: “I Sette Quadranti”.
A quel punto diventa chiaro che tra le due morti esiste un legame e così, spinta dalla curiosità e da un forte senso del dovere, ma anche dal fatto di conoscere personalmente le vittime, Bundle decide di indagare insieme a due amici.
La sua ricerca la conduce a scoprire l’esistenza di una misteriosa organizzazione segreta chiamata proprio “I sette quadranti”, dietro la quale si cela un intrigo ben più complesso, ovvero un piano legato allo spionaggio internazionale e al furto di documenti militari riguardanti armi scientifiche. L’indagine di Bundle finisce così per incrociarsi con quella del sovrintendente Battle, uno dei personaggi ricorrenti della Christie, e ad allargarsi fino a coinvolgere i servizi segreti, l’azione, il complotto e naturalmente un delitto.
La lettura è stata molto piacevole, ho apprezzato moltissimo la protagonista, vivace, ironica e lontana dai modelli più statici di investigatore, così come l’ambientazione, divisa tra la campagna inglese e Londra, sempre resa con grande efficacia. Quello che però mi ha colpita più di tutto è stato il tono ironico del romanzo, un’ironia sorprendente, che raramente ho ritrovato nei libri della Christie e che qui invece emerge con forza, rendendo la storia più leggera e brillante senza togliere tensione al mistero.
Mi ha convinta anche l’attenzione dedicata ai rapporti personali, in particolare quelli legati a Bundle, che vengono approfonditi soprattutto nel finale e anche il personaggio del padre, così ironico e affettuoso, aggiunge ulteriore calore alla narrazione. Nel complesso, I sette quadranti si conferma una lettura godibile, come spesso accade con Agatha Christie, ma riesce anche a sorprendere per il modo in cui mescola giallo, azione e cospirazione, con un tono più vivace e spiritoso del solito. Una scoperta decisamente piacevole.
Agatha Christie, pseudonimo di Agatha Mary Clarissa Miller. Scrittrice inglese. Di famiglia agiata, viene educata privatamente. Ancora bambina scrive racconti e poesie; alcune di queste vengono pubblicate nel 1908 in «Poetry Review».
Nel 1914 sposa Archibald Christie dal quale divorzia nel 1928.
Il genere letterario con cui raggiunge il successo in campo internazionale è il romanzo poliziesco. I suoi detective, tra i quali primeggiano Hercule Poirot (che compare per la prima volta in Poirot a Styles Court, 1920) e Miss Jane Marple (che compare per la prima volta in una serie di racconti apparsi in rivista e raccolti nel 1932 in l tredici problemi e che diventa per la prima volta protagonista di un romanzo in La morte nel villaggio nel 1930), sono entrambi abilissimi nel risolvere i più intricati enigmi polizieschi. Essi concentrano la loro (e la nostra) attenzione sul comportamento degli indiziati e sulle loro reazioni emotive e verbali. L’azione ha sempre poca importanza, le prove non sono mai particolarmente signignificative; ciò che conta sono le motivazioni psicologiche che potrebbero aver spinto al delitto. ln un mondo di buone maniere, di modi raffinati, di anziane signore molto amanti della conversazione e di impettiti colonnelli in pensione, depositari di antichi valori e tradizioni, l’autrice può nutrire l’illusione di controllare il delitto e, grazie all’acume dei suoi detective, di riportare tutto alla normalità.
La “signora del crimine” ha scritto più di 50 romanzi e 100 racconti; da molti di questi sono stati tratti film, commedie e telelfilm. Nei suoi due ultimi romanzi, Sipario, l’ultima avventura di Poirot (1975) e Addio, Miss Marple (1976) l’autrice ha scelto di far morire i suoi due, ormai vecchissimi, detective: i romanzi erano stati scritti anni addietro, la scrittrice scelse di mantenerli inediti sino a poco prima della sua morte.
La mia vita (An Autobiography, 1977), è stata pubblicata postuma.
Titolo: I sette quadranti
Autore: Agatha Christie
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 230
Editore: Libri Mondadori
