
Natura morta è il romanzo che introduce, ed è a tutti gli effetti la prima indagine, l’ispettore Armand Gamache, personaggio che nel corso della serie diventerà commissario e uno dei protagonisti più amati del giallo contemporaneo. È anche il libro che dà avvio (non in senso di pubblicazione ma cronologico) alla fortunata serie di Louise Penny ambientata in Canada, più precisamente nel Québec francofono, nel piccolo villaggio immaginario di Three Pines.
La vicenda ruota attorno all’omicidio di Jane Neal, una donna mite e gentile, uccisa da una freccia nel bosco. In un primo momento si pensa a un tragico incidente di caccia, ma ben presto qualcosa non torna e, a far nascere i dubbi, non è solo la dinamica della morte, ma anche il fatto che Jane fosse coinvolta in una serie di eventi imminenti che avrebbero interessato l’intera comunità di Three Pines. Da lì, lentamente, iniziano ad affiorare segreti, tensioni e dinamiche nascoste sotto la superficie apparentemente idilliaca del villaggio.
Uno degli elementi che ho apprezzato di più è proprio il protagonista, poiché Armand Gamache è lontanissimo dallo stereotipo del poliziotto duro e aggressivo, è un uomo pacato, gentile, con un’anima profondamente umana ed è un osservatore attento, capace di leggere le persone andando oltre le apparenze. Spesso è nel silenzio, più che negli interrogatori serrati, che riesce a comprendere davvero chi ha davanti e, questo approccio, rende l’indagine più intima e psicologica, e dà al romanzo una profondità che va oltre il semplice enigma da risolvere.
Fondamentale è anche l’ambientazione. Il Québec francese, il lago, la foresta, la natura che cambia colore, tutto è descritto in modo così vivido che è facile immaginare i luoghi e sentirsi parte di Three Pines. Il villaggio è una piccola comunità fatta di botteghe e figure ricorrenti come l’antiquario, la libraia, la poetessa anziana e scorbutica, e una serie di personaggi che si conoscono tutti e che ruotano costantemente attorno alla trama. Questo contribuisce a creare un forte senso di familiarità.
Proprio per questo Natura morta riesce a unire molto bene il giallo classico all’atmosfera del cozy crime perché c’è il delitto, c’è l’indagine poliziesca, ma c’è anche il calore (apparente) di una piccola comunità, con le sue abitudini, le sue relazioni e le sue crepe ed un equilibrio riuscito, che rende la lettura estremamente piacevole.
Lo stile di Louise Penny può sembrare inizialmente lento, ma è una lentezza solo apparente perché è una scrittura che costruisce, che stratifica, e che a un certo punto ti cattura completamente. Personalmente l’ho letto in quattro giorni, perché ero totalmente assorbita dalla trama, dai personaggi e dall’atmosfera, e sentivo il bisogno di arrivare alla fine.
Nel complesso, Natura morta è un romanzo solidissimo per una serie che ha tutte le carte in regola per essere amata con un protagonista memorabile, un’ambientazione evocativa, una comunità ricca di sfumature e una storia che cresce pagina dopo pagina. Le premesse sono più che convincenti e, per quanto mi riguarda, continuerò sicuramente la serie.
Louise Penny, è nata a Toronto. Ha lavorato a lungo come giornalista, conduttrice radiofonica e televisiva, occupandosi di cronaca e current affair, ma è con la scrittura che raggiunge il successo. I suoi romanzi sono stati insigniti dei più prestigiosi premi letterari dedicati al genere, dall’Anthony Award al Macavity Award. È l’unica autrice ad aver vinto l’Agatha Award for Best Novel per quattro anni consecutivi.
In Italia Piemme ha pubblicato L’inganno della luce nel 2013 e La via di casa nel 2017, entrambi con protagonista l’ispettore Gamache. Tra gli altri suoi libri ricordiamo: Case di vetro (Einaudi, 2019), Il regno delle ombre (Einaudi, 2020), Una specie di follia. Le indagini del commissario Armand Gamache (Einaudi 2022), La grazia dell’inverno. Un’indagine del commissario Armand Gamache (Einaudi, 2023) e Tracce dal passato. Le indagini del commissario Armand Gamache (Einaudi, 2023).
Titolo: Natura Morta
Autore: Louise Penny
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 410
Editore: Einaudi
