
Spesso ci si deve confrontare con il dolore, personale o altrui, un qualcosa che lacera e spezza una quotidianità a cui normalmente non siamo abbastanza riconoscenti, e nei momenti di sconforto è sicuramente difficile essere positivi, predicare la speranza o guardare al presente come un’opportunità.
Il viaggiatore della vita di Francesco Mariotti è un libro che rappresenta proprio questo percorso, un viaggio che richiede al lettore un’unica cosa, ovvero la disponibilità a partire, che siate in un momento delicato della vostra vita o meno.
In queste pagine, Francesco Mariotti ci accompagna lungo una parentesi molto intima della sua esistenza, segnata proprio dalla convivenza con una malattia complessa e invalidante come la fibromialgia.
Quello che prende forma tra queste pagine però non è una testimonianza buia della malattia nel quotidiano, ma un itinerario di trasformazione, un cammino che parte sicuramente dal dolore per arrivare però, passo dopo passo, a una nuova consapevolezza.
La struttura stessa del libro rafforza questa idea di movimento e cambiamento, infatti, le cinque parti in cui è suddiviso, che sono inizio dell’avventura, itinerario di viaggio, inversione di marcia, nuovi panorami e ritorno a casa, rappresentano tappe simboliche di un percorso interiore e, ogni sezione, rappresenta una fase precisa: l’impatto con la malattia, la ricerca di soluzioni, il momento di crisi e ripensamento, la scoperta di nuove prospettive e infine il ritorno, che non è un vero ritorno al punto di partenza, ma l’approdo a una versione diversa di sé.
Ho amato questo messaggio di evoluzione proprio perché Francesco Mariotti non racconta solo ciò che gli è accaduto, ma prova a dare un senso a ogni passaggio, a ogni fase, trasformando la sua esperienza in qualcosa di condivisibile, comprensibile.
Il viaggio della guarigione, non è un percorso lineare ma un cammino fatto di deviazioni, di soste forzate, e di momenti di sconforto e, sono proprio questi alti e bassi a renderlo comprensibile. Inoltre, accanto alla sofferenza, trovano spazio anche l’ironia, piccoli frammenti di leggerezza, e riflessioni che arrivano in modo diretto, senza filtri, aggiungendo una sorta di valvola di decompressione per i momenti più emotivamente delicati.
L’autore poi, nel suo stile di scrittura, sembra un amico che si rivolge direttamente al lettore, invitando chiunque voglia a camminare accanto a lui, pagina dopo pagina come compagni di viaggio.
Il viaggiatore della vita è quindi più di una storia personale, è una prova di dialogo con chi legge, che offre spunti per interrogarsi sul rapporto tra corpo e mente, sulle fragilità, e su quelle convinzioni che spesso crediamo marmoree, insindacabili.
A mio avviso questo è un libro da affrontare con il giusto tempo, per far sì che possa sedimentare e lasciare una traccia del suo passaggio, del suo contenuto e del valore di ciò che è scritto tra le righe, visibile e non.
Francesco Mariotti nasce a Forlì nel 1976 e fin da piccolo è appassionato di viaggi, natura, culture straniere, musica, scrittura, arte e sport. Laureato in Scienze Internazionali all’Università di Bologna e imprenditore innovativo nel settore elettromedicale. Viaggiatore nato, esplora il mondo per lavoro e avventure zaino in spalla finché un giorno la sua vita subisce un brusco arresto. Colpito da patologie sulla carta incurabili, approfondisce la cura di sé a 360 gradi, intraprendendo un incredibile viaggio di vita verso la guarigione.
Titolo: Il viaggiatore della vita. Ho male, qui tutto bene
Autore: Francesco Mariotti
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 299
Editore: Self
