
Dottoressa non saranno mica psicofarmaci? E liberaci dal male oscuro dei pregiudizi di Alba Calderone possiede già nel titolo una domanda che suona familiare, quasi ironica, che racchiude uno dei nodi più profondi e resistenti del nostro tempo, e cioé il rapporto, ancora complicato, tra salute mentale e pregiudizio. Questo libro, si inserisce nel filone della divulgazione psicologica contemporanea con un obiettivo molto chiaro, quello di smontare, pezzo dopo pezzo, l’idea che rivolgersi a uno psichiatra o assumere psicofarmaci sia qualcosa di cui vergognarsi, da respingere.
Alba Calderone, autrice ma anche medico psichiatra presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, scrive con la consapevolezza di chi ogni giorno si confronta con pazienti reali, storie concrete e resistenze profondamente radicate, e questo ovviamente si riflette in un libro che non ha nulla di accademico e riesce a mantenere un forte ancoraggio scientifico scegliendo però una forma narrativa accessibile, spesso ironica e soprattutto empatica. Non siamo quindi di fronte a un manuale tecnico, ma a un percorso guidato che accompagna il lettore fuori da quello che l’autrice definisce il “male oscuro”, cioè quell’insieme di ansia, depressione e panico che non solo colpisce, ma viene spesso negato o minimizzato da chi sta intorno.
Uno degli aspetti più riusciti del libro è proprio il modo in cui riesce a tenere insieme da una parte la spiegazione chiara e rigorosa di cosa siano davvero i disturbi mentali ( quindi distinguendo, per esempio, la tristezza dalla depressione clinica o chiarendo il funzionamento reale degli antidepressivi) e dall’altra il racconto umano, fatto di storie di rinascita e di esperienze che permettono al lettore di riconoscersi. Un libro quindi che accompagna per mano, con delicatezza ma senza sconti, dentro un territorio che molti conoscono ma pochi riescono davvero a nominare e lo fa, molto importante, con l’avvallo della professionalità di chi lo scrive.
La struttura, per quanto non rigidamente schematica, segue un percorso progressivo partendo proprio dai pregiudizi più comuni (quelli che tutti abbiamo sentito almeno una volta, dal “dallo psichiatra ci vanno i pazzi” alla paura che i farmaci “cambino la personalità”) per arrivare a una comprensione più profonda del funzionamento della mente e del legame tra corpo e psiche. È interessante poi anche il modo in cui la dottoressa Calderone insiste sul fatto che la mente si ammala esattamente come qualsiasi altro organo, normalizzando un concetto che, nonostante tutto, non viene accettato da tutti.
Ho apprezzato davvero tanto la scelta di un tono informale con l’ironia che non banalizza mai il dolore, ma lo rende più avvicinabile, che contribuisce a togliere quell’aura di drammaticità assoluta che spesso circonda questi temi e che, paradossalmente, li rende ancora più difficili da affrontare.
Il valore del libro, almeno per come l’ho interpretato io, sta nella sua capacità di inserirsi in un cambiamento culturale già in atto ma ancora incompleto con le nuove generazioni che parlano di salute mentale con maggiore apertura, ma con un pregiudizio generale tutt’altro che superato. Ecco, qui questo testo trova il suo spazio più importante, quindi non tanto dire qualcosa di completamente nuovo, ma farlo in modo chiaro, diretto e accessibile per chiunque, anche per chi fatica ancora ad accettare questi argomenti.
Personalmente, è un libro che colpisce proprio per questa sua onestà normalizzando, spiegando, accompagnando superando quei preconcetti secondo cui la sofferenza mentale viene ridotta a debolezza o a mancanza di volontà, facendolo attraverso un lavoro informativo che contribuisce concretamente a cambiare lo sguardo, rendendolo sia più consapevole che, soprattutto, più umano.
Alba Calderone è medico psichiatra presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. Esperta nel trattamento dei disturbi dell’umore e d’ansia, si occupa anche di disturbi del comportamento alimentare correlati all’obesità. È attiva come libera professionista e opera anche in ambito forense. Nella sua pratica clinica ha sempre messo al centro l’ascolto del paziente, convinta che comprendere la sofferenza sia il primo passo per curarla. Con questo libro ha scelto di uscire dagli studi medici per parlare di depressione e ansia in modo chiaro e accessibile, con l’obiettivo di combattere i pregiudizi e restituire dignità, e un po’ di leggerezza, alla salute mentale.
Titolo: Dottoressa non saranno mica psicofarmaci?
Autore: Alba Calderone
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 205
Editore: Self
