
Maskeropolis di Lorenzo Sassoli è un libro che mette il lettore di fronte a uno specchio chiedendo il coraggio di alzare la testa e “guardarsi” davvero.
Da subito ci troviamo immersi in una città in cui la finzione non è più un’eccezione, ma la regola stessa della convivenza sociale, infatti a Maskeropolis conta solo la maschera indossata, il ruolo interpretato, la credibilità della recita ed essere autentici diventa quasi un errore di sistema, qualcosa di pericoloso e destabilizzante.
Il protagonista, Gregorio Damian, arriva in questa realtà con lo sguardo curioso di chi vuole osservare, capire e, da studente di filosofia, armato del suo taccuino e delle sue domande, finisce presto intrappolato in un mondo ambiguo, fatto di apparenze, manipolazioni e identità costruite. La cosa interessante però è che questo romanzo non racconta solo una distopia ma la usa per parlare in maniera estremamente attuale del nostro presente.
È infatti impossibile leggere Maskeropolis senza pensare al modo in cui oggi costruiamo continuamente versioni di noi stessi dai Social network, all’ immagine pubblica, fino a quel bisogno costante di approvazione, tutto sembra filtrato attraverso una rappresentazione. Lorenzo Sassoli prende questo meccanismo e lo porta all’estremo, creando una città dove la recita è diventata una vera e propria struttura sociale.
L’atmosfera del romanzo è straniante e teatrale, infatti alcuni personaggi sembrano simboli più che persone reali, e credo sia una scelta voluta. Don Fabrizio, Luna e gli altri abitanti di Maskeropolis incarnano modi diversi di vivere la menzogna, l’identità e il desiderio di appartenenza e potremmo dire che c’è qualcosa di pirandelliano in tutto questo, ma anche quella vena distopica moderna che rende il libro molto attuale e contemporaneo.
Quello che ho apprezzato di più è il modo in cui il romanzo riesce a essere filosofico senza diventare pesante con le riflessioni sull’identità e sull’autenticità che emergono con naturalezza attraverso la storia, e anzi, sono proprio le situazioni più assurde o paradossali a colpire maggiormente.
Anche la scrittura contribuisce molto alla costruzione dell’atmosfera così elegante, visionaria, che definirei quasi onirica, un libro però che chiede al lettore di fermarsi, riflettere e lasciarsi interrogare.
Maskeropolis è un romanzo che parla di maschere, ma soprattutto della paura di togliersele, e questo è più attuale che mai.
Lorenzo Sassoli: Neurologo, imprenditore, appassionato d’arte e scrittore. Ha fondato Valsoia e ha affiancato all’attività imprenditoriale un impegno culturale costante, presiedendo il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e il Museo Morandi. Ha dedicato uno studio attento all’arte moderna e contemporanea. Presiede Auditel e ICA Milano (Istituto per le Arti Contemporanee). È autore di diversi romanzi per Sperling&Kupfer, tra cui La luna rossa (2020), La luna bianca (2021), La luna argento (2022) ed Evangelina (2024). Nel 2025 ha realizzato con il fotografo Lorenzo Cappellini il volume Bologna, frammenti di emozioni (Minerva edizioni).
Titolo: Maskeropolis
Autore: Lorenzo Sassoli
Formato: Copertina rigida
Pagine: 270
Editore: Piemme
