
Nella cantina di Anita di Stefania Beschi è una storia che accompagna il lettore lungo l’intero percorso di vita della protagonista, seguendola dalla nascita nel 1967 fino all’età adulta, attraverso una struttura scandita dal tempo e dalle diverse fasi della sua crescita personale.
Pagina dopo pagina si entra quindi nella sua infanzia, nella sua adolescenza e nelle esperienze che la portano a diventare la donna che sarà attraverso il lavoro, i rapporti umani, gli incontri che segnano il cammino, le dinamiche familiari e il rapporto tra genitori e figli degli amici che incontra sul suo cammino. Non è soltanto la storia di Anita però, ma anche quella delle persone che appunto attraversano la sua vita e contribuiscono, nel bene e nel male, a costruirne l’identità.
La scansione temporale del romanzo diventa quasi una forma di memoria narrativa con il lettore che non assiste semplicemente a una successione di eventi, ma attraversa insieme ad Anita i cambiamenti, le emozioni e i passaggi che costruiscono lentamente una persona dove gli anni non rappresentano solo date, ma diventano delle vere e proprie tappe.
Un momento importante arriva con l’incontro con Paolo e con il desiderio di costruire qualcosa di stabile, insieme alla nascita di un sogno di maternità che arriva quando Anita si sente finalmente pronta. Ed è qui che il libro affronta uno dei suoi temi più delicati che è il confronto con il tempo che passa e con ciò che non è stato possibile vivere attraversando quindi il dolore per qualcosa che si desiderava profondamente e che non è potuto diventare realtà.
Ma il romanzo non è soltanto storia di una maternità mancata perché, sebbene il tema sembra emergere con forza, è il rapporto con i sogni che cambiano forma a colpire di più. Infatti, quando Anita si trova a fare i conti con il “tempo biologico” e con quella sensazione, comune a molte persone, di avere una scadenza invisibile imposta dalla vita o dalle aspettative che ci costruiamo, emerge un lato introspettivo molto delicato e toccante.
Eppure il libro non resta fermo nella sofferenza perché il messaggio che emerge è quello della rinascita con la vita che non si conclude davanti a un desiderio che non si realizza, ma continua a trasformarsi, aprendo strade nuove che magari non avevamo avuto il coraggio di considerare.
Essendo una storia autobiografica, si percepisce inoltre una forte autenticità emotiva con la sensazione di trovarsi davanti a una testimonianza che vuole condividere una ferita e, allo stesso tempo, lasciare un messaggio di speranza, infatti la felicità può ancora trovarci, anche quando prende una forma diversa da quella che avevamo immaginato.
Stefania Beschi nasce a Milano, dove tutt’ora vive. Qui si laurea in scienze geologiche e alimenta la sua passione per le arti, frequentando corsi amatoriali di ballo, di scrittura e di recitazione.
Lavora presso un istituto bancario, pur ritenendo la vita appassionante solo se condita dalla cultura letteraria, teatrale, cinematografica e pittorica, senza trascurare quella musicale e ogni forma artistica capace di entusiasmarla.
Grande fautrice dell’amore e dei suoi benèfici effetti collaterali, scrive il libro d’esordio La cantina di Alice, edito da Albatros, incentrato sulla vita di sua nonna e sul sentimento più nobile del mondo. Il volume è apprezzato dalla critica per le rievocazioni di un periodo storico, (gli anni Venti), fatto di sentimenti genuini, di cui la Beschi narra attraverso la storia di Alice e per il perfetto equilibrio che l’autrice riesce a dare alle emozioni, figlie delle vicende gioiose e drammatiche che animano il testo. L’amore e la forza delle donne sono i fili conduttori del romanzo biografico, che fa da interessante preludio al manoscritto Nella cantina di Anita.
Il libro è stato presentato in svariate occasioni, alcune delle quali nel contesto di importanti eventi letterari italiani, tra cui
- Il Salone Internazionale del Libro di Torino, 2023
- Più libri più liberi, 2023
- Bookcity, 2023
La cantina di Alice si è aggiudicato il Diploma di onore allo Switzerland Literary Price, 2023.
Stefania Beschi è curatrice di un blog dedicato alla scrittura. Il suo progetto è quello di diventare la scrittrice delle cantine, il luogo in cui ogni individuo custodisce i ricordi e i rimpianti. Desidera scrivere solamente di storie vere.
www.stefaniabeschi.it
Titolo: Nella cantina di Anita
Autore: Stefania Beschi
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 189
Editore: Giacovelli Editore
