
Come riesce il crimine a ottenere potere?
I padroni della ’Ndrangheta. Malacarne. Una saga criminale, ci spiega esattamente come questo avvenga. Claudio Cordova ha creato un’opera che unisce il ritmo della narrativa all’accuratezza di chi, la criminalità organizzata, l’ha studiata e raccontata per anni come giornalista d’inchiesta.
La storia segue Giovanni Borruto, un bambino calabrese che cresce respirando fin dall’infanzia la cultura mafiosa e, attraverso la sua vicenda personale e quella delle famiglie che lo circondano, accompagna il lettore nell’ascesa della ‘ndrangheta, mostrando come un’organizzazione locale sia riuscita a trasformarsi in una delle più potenti realtà criminali del mondo.
Tra traffici internazionali, il porto di Gioia Tauro, alleanze, tradimenti, rapporti con la politica e con quei poteri occulti che sembrano muovere i fili nell’ombra, prende quindi forma una vera e propria saga criminale.
Uno degli aspetti più riusciti del libro è proprio la scelta del romanzo narrativo perché, grazie alla sua coralità, i protagonisti diventano il potere, la famiglia, l’ambizione e il prezzo della fedeltà.
Le dinamiche criminali poi, vengono raccontate senza con una credibilità che deriva proprio dall’esperienza dell’autore e questo si avverte e rende tutto più credibile e autentico.
Claudio Cordova è infatti un giornalista investigativo specializzato nella lotta alla criminalità organizzata e ha seguito per anni inchieste sulla ‘ndrangheta, collaborando anche con la Commissione parlamentare Antimafia, e tutto questo bagaglio emerge nella costruzione dell’universo narrativo, che appare estremamente documentato pur rimanendo un’opera di finzione.
Lo stile è diretto, cinematografico e molto visivo con le descrizioni che sono efficaci, i dialoghi credibili e la narrazione mantiene sempre una forte tensione attraverso un linguaggio che resta accessibile e coinvolgere, soprattutto nella seconda metà del romanzo, quando gli intrecci tra i vari personaggi iniziano a convergere.
Anche la copertina racconta qualcosa del libro con il compasso, la squadra e l’occhio al centro dell’immagine che richiamano simboli massonici e anticipano uno dei temi più interessanti della storia che è proprio il rapporto tra la criminalità organizzata e quei livelli di potere meno visibili che spesso sfuggono alle cronache più superficiali.
Ho apprezzato soprattutto l’ambizione del progetto che non solo racconta la violenza mafiosa, ma prova a spiegarci come essa si alimenti attraverso relazioni, interessi economici e meccanismi sociali attraverso numerosi intrecci.
Una saga criminali, un romanzo che mescola realtà e finzione, una storia che mostra il volto meno visibile del potere, questa è Malacarne.
Claudio Cordova
È giornalista e fondatore del quotidiano online «Il Dispaccio». Si è occupato di cronaca nera e giudiziaria e di inchieste su corruzione e criminalità organizzata per numerose testate. Dal 2014 al 2019 è stato consulente della Commissione Parlamentare Antimafia. Per la sua attività ha vinto diversi premi, tra cui il Premio Nazionale Paolo Borsellino, Giornalismo in trincea, il Letizia Leviti e l’Arrigo Benedetti. Nel 2019 ha pubblicato il saggio Gotha. Il legame indicibile tra ’ndrangheta, massoneria e servizi deviati. La Newton Compton ha pubblicato I padroni della ‘ndrangheta. Malacarne, una saga criminale.
Titolo: I padroni della ‘Ndrangheta. Malacarne. Una saga criminale
Autore: Claudio Cordova
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 444
Editore: Newton Compton Editori
